Il presidio
Gli escrementi degli storni sommergono le lapidi
Alcune tombe sono state protette dai familiari dei defunti con dei teli di plastica Oltre allo sporco i cittadini denunciano il cattivo odore che infesta l’aria
PRATO. Un telo di plastica trasparente ricopre le tombe di Ida, Lidia, Elisa e Marisa. Non serve per proteggerle dalla pioggia ma piuttosto per salvaguardare le lapidi dagli escrementi degli uccelli.
E’, però, una guerra impari. Per quattro tombe salvaguardate in questo modo artigianale, ce ne sono decine e decine di altre che sono sommerse dagli escrementi.
E' una vera piaga quella degli storni nel cimitero di Chiesanuova. Nel tardo pomeriggio arrivano a migliaia e si posizionano sui rami dei pini presenti lungo i viali del cimitero più grande della città.
Cinquettano, si rincorrono fra ramo e ramo, albero ed albero e fanno la cosa più naturale di questo mondo: i bisogni. Fossero una decina, come i piccioni e le tortore che pure sono presenti, sarebbe poca cosa. Ma sono migliaia ed ecco che nasce il problema. I viali sono talmente ricoperti di escrementi che gli operatori cimiteriali sono costretti a ripulirli con una certa regolarità usando una canna con l'acqua a pressione. Ma non è sufficiente perché basta poco, in questi giorni di gran caldo, perché il fetore diventi insopportabile, anche perché non è sufficiente ripulire i soli viali, bisognerebbe trovare un rimedio anche per lo sporco che finisce fra e sopra le tombe. E così, oltre alle lapidi di tutti gli altri defunti che non hanno avuto parenti altrettanto accorti come quelli di Ida, Lidia, Elisa e Marisa, tutto ciò che si trova nel cono d'ombra dei pini viene ricoperto dagli escrementi. E non sono pochi i cittadini che fanno visita ai loro cari e borbottano, neppur troppo fra i denti, per questa incresciosa situazione.
«Bisognerebbe che la Regione aprisse la caccia agli storni» dice scherzando l'assessore Roberto Caverni che ha la delega per i cimiteri. Ma l’assessore promette anche di interessarsi della questione, ferie dei dipendenti permettendo.
E la battuta sulla caccia non è proprio da prendere sul ridere visto che proprio ieri la Giunta della Toscana ha autorizzato per domenica prossima un giorno di preapertura della caccia, che avrà il via ufficiale il 15 settembre per la stagione venatoria 2013-14, autorizzando anche quella allo storno. Una deroga, quella a questo particolare volatile, che l'assessore regionale alla caccia, Gianni Salvadori, ha giustificato sostenendo che è ''una risposta alle difficoltà dei territori che hanno denunciato danni alle colture agricole di pregio. E' un problema che assume contorni sempre più gravi ed è per questo che siamo convinti che la strada maestra sarebbe quella di reinserire lo storno fra le specie cacciabili''. I 69 comuni interessati alla deroga sono distribuiti tra le province di Firenze, Lucca, Pisa, Pistoia, Siena, Livorno ed anche Prato dove, evidentemente, oltre alle colture agricole di pregio, vengono denunciati danni anche alle lapidi dei defunti.
Ma oltre al metodo cruento autorizzato dalla Regione, che certamente non è gradito agli animalisti, per allontanare gli storni dal cimitero di Chiesanuova ci sono altri strumenti alternativi come dei dissuasori sonori o riproducenti i versi dei rapaci. In commercio esistono dei dissuasori per allontanare gli uccelli indesiderati con spese modiche, senza andare a prendere esempio da come si attrezzano negli aeroporti dove la presenza degli uccelli è estremamente pericolosa e quindi le attrezzature sono sofisticatissime e, a volte, anche molto naturali come quello della presenza di rapaci nelle aree interessate dal decollo e dagli atterraggi degli aeroplani.
A tarda sera l’assessore Roberto Caverni risolve il problema. «Già domani (oggi ndr) dovrebbe entrare in funzione il dissuasore sonoro che riproduce il verso dei rapaci - conferma - E’ già stato utilizzato con successo anche l’anno scorso e quindi dovrebbe risolvere il problema anche quest’anno».
I teli di plastica quindi potrebbero aver fatto il loro tempo. I cittadini se lo augurano per davvero.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
