Il Tirreno

Prato

Otto arresti, solo due restano in carcere

Otto arresti, solo due restano in carcere

Obbligo di firma per la maggior parte degli stranieri fermati da polizia e carabinieri nelle ultime 48 ore in città

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PRATO. Certe volte si ha l’impressione che sia come tentare di svuotare il mare con un cucchiaino. E non si va troppo lontano dal vero.

Il mare in questo caso sono le strade di una città dove nuotano tanti pesciolini innocui, ma anche qualche barracuda, pronto a scippare, strappare catenine dal collo, entrare nelle fabbriche chiuse per ferie o spacciare droga. Ogni tanto li pescano, ma spesso, come succede per i pescatori professionisti, poi li ributtano in acqua.

I numeri delle ultime 48 ore sono indicativi. Tra polizia e carabinieri ne hanno pescati ben otto, tutti stranieri: spaccio di droga, furto in azienda e inseguimento con spari, furto di auto in sosta, scippo della collanina, le accuse.

Di questi otto arrestati, solo due sono rimasti in carcere, un marocchino di 25 anni che venerdì pomeriggio ha scippato un italiano davanti alla stazione e poi si è nascosto in un cassonetto e un giovane rom inseguito giovedì notte dalla polizia dopo un furto in un’azienda cinese di via Galcianese (un agente ha sparato anche due colpi di pistola in aria per fermarlo). Dei due fratelli del giovane rom, che erano in auto con lui, a uno è stato imposto l’obbligo di firma, mentre dell’altro, quello più giovane, si occupa la Procura dei minori e dovrebbe essere mandato a casa.

A casa sono tornati sicuramente i due cinesi, marito e moglie, che giovedì notte sono stati arrestati dai carabinieri con 140 grammi di chetamina (l’uomo riforniva i locali della zona). Per loro c’è l’obbligo di firma, anche perché sono incensurati.

Obbligo di firma anche per il marocchino di 33 anni che la stessa notte è stato arrestato mentre in via Ferrucci stava tentando di rubare una Fiat Multipla in sosta. Ha qualche precedente, ma è residente in città e teoricamente sanno dove andare a notificargli l’eventuale processo.

A casa anche un altro cinese bloccato giovedì sera sulla soglia di un locale con alcune dosi di chetamina in tasca.

Lo scippatore della collanina non poteva sperare di avere qualche sconto particolare. Era stato scarcerato da meno di 24 ore ed è tornato alla Dogaia senza battere ciglio dopo aver patteggiato la pena.

Agli altri sono state imposte misure di custodia alternative al carcere non perché i magistrati della Procura di Prato siano particolarmente teneri con chi è accusato di aver commesso un reato, ma perché le norme del Codice penale che regolano la custodia in carcere sono particolarmente restrittive, almeno per certi reati.

Ciò non toglie che fuori dal Palazzo di giustizia sia ormai un luogo comune il motto “li arrestano e poi li mettono fuori”. Soprattutto in una città come Prato, che per numero di scippi e rapine è costantemente nella “top ten” delle classifiche nazionali, nonostante le pattuglie miste polizia-esercito-carabinieri che anche nelle afose sere estive continuano a passeggiare nelle vie del centro alla ricerca di qualche reato da sventare.

Paolo Nencioni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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