Il Tirreno

Prato

Il Monopoly di Biffoni scatena la rissa politica

di Danilo Fastelli
Il Monopoly di Biffoni scatena la rissa politica

La lettera all’ambasciatore Usa dei deputati Pd viene sommersa dagli sberleffi e finisce nel mirino degli avversari. Anche Beppe Grillo attacca dal suo blog

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PRATO. Il divertimento più grande, stando a quanto si legge su Twitter, dev’essere immaginarsi la faccia compassata dell’ambasciatore americano davanti alla lettera di sette parlamentari Pd, tra cui il nostro Matteo Biffoni. I deputati gli hanno scritto chiedendogli di interessare l’amministrazione americana sul seguente tema: il nuovo Monopoly. Secondo gli onorevoli, infatti, la casa produttrice del famoso gioco da tavolo, la Hasbro, avrebbe sostituito le casette e gli alberghi con pacchetti azionari di multinazionali. E, per di più, sarebbe sparita la casella “prigione”. Un’esaltazione «della turbo economia - hanno scritto i magnifici sette - che ha aperto la crisi finanziaria del 2008 con il messaggio diseducativo che, in caso di violazione delle regole, non si viene neanche puniti». Insomma: il nuovo Monopoly incita alla finanza creativa e al ricorso ai mutui subprime.

La lettera, ovviamente, ha scatenato l’ilarità generale. Su Twitter, dopo un momento di incredulità, è scattata la gara a chi la spara più grossa: «Ritirate Barbye dal mercato, non si gioca sul corpo delle donne» (@elisacalessi), «fermiamo l'allegro chirurgo, istiga alla malasanità» (@stanzaselvaggia), «vietare il Risiko, non rispetta la neutralità della Svizzera» (@caste76), «i mattoncini Lego incitano all'abusivismo edilizio» (@ricpess). E via ridacchiando.

Seppelliti dalle risate, i parlamentari devono poi fare i conti con qualcosa di più serio. Perché la «semplice provocazione», così la chiama Biffoni, ai più non è suonata tale. E la notizia è rimbalzata sui siti americani suscitando Oltreoceano il medesimo sarcasmo. Poi sono arrivate le prese di posizione dei colleghi politici, a Prato come sulla scena nazionale. Il colpo più duro lo assesta Beppe Grillo: «I pdimenoellini - si legge sul famoso blog - non hanno tutti i torti, come si può eliminare la casella della prigione senza consultarli? Loro che hanno votato l'indulto, l'eliminazione del falso in bilancio, le prescrizioni. Senza di loro le carceri italiane strariperebbero di politici e colletti bianchi». Colpiti e affondati.

Da Prato interviene l’europarlamentare Claudio Morganti: «Complimenti ai pratesi che hanno voluto mandare a Roma un personaggio di così grande spessore (Biffoni, ndr). E complimenti al Pd per la qualità dei suoi deputati». Va all’attacco anche Fausto Barosco (M5S): «Non c'è che dire, i paladini del Pd ce la mettono davvero tutta per risolvere i problemi dell'Italia...». Sulla pagina Facebook di Biffoni in tanti gli scrivono. Tra loro l’ex assessore e collega di partito Andrea Frattani: «C’è chi non riesce a pagare le bollette e voi vi preoccupate del Monopoly? Matteo, non ho parole».

E Matteo spiega, risponde, giura: non si occupa di Monopoly, ha messo una firma sotto a una lettera, era solo una provocazione. Il tono è fraterno quando Frattani gli si rivolge accorato: «Fai l’uomo di sinistra che conosco, la gente ha bisogno di sapere che è rappresentata da persone semplici e oneste».

La bomba è scoppiata, in rete scorre un fiume di parole, comprese le analisi sul fatto che i deputati firmatari sono filo-renziani. Marco Agnoletti, portavoce del sindaco Matteo Renzi, prende su Twitter le distanze con ironia: «Aboliamo il gioco dell’Oca, gli animali non si sfruttano». Biffoni intanto si difende richiamando le azioni concrete della sua attività parlamentare. Che ora dovranno essere anche davvero importanti, anzi memorabili. Per scongiurare il rischio di essere ricordato come “quello del Monopoly”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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