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«Chinatown è un affare per gli italiani»
La farmacia del quartiere assume intermediatrici cinesi e si allarga. Il titolare: il nostro futuro è qui
PRATO. Segni particolari: impresa italiana che investe nel quartiere di Chinatown. Una pazzia? Macché. «Lo facciamo anzi per rimarcare la propria presenza su questa strada, visto che siamo rimasti in pochi».
Parola di Gennaro Brandi. La sua però è un’impresa un po’ particolare, eroga un servizio e si prende cura di tante persone spesso alle prese con difficoltà linguistiche: da 38 anni manda avanti la farmacia “Etrusca” sempre lì, in via Pistoiese 174/D, insieme alla sua famiglia.
In tutti questi anni, al di qua del bancone si è realizzato un piccolo laboratorio d’integrazione, una Babele di lingue dove l’alfabeto degli ideogrammi è di casa. «Abbiamo da poco assunto la quarta mediatrice culturale cinese - fa sapere Brandi - e tutta la famiglia sta cercando di imparare la lingua di questa numerosa comunità: ogni mercoledì sera il professor Tang viene a darci lezione a domicilio».
La notizia vera però è un’altra: da pochi giorni la farmacia “Etrusca” ha ampliato i suoi locali che passano così da 200 a quasi 300 metri quadri di superficie, oltre ai 180 di magazzino.
«Inoltre abbiamo portato a dieci le postazioni dei terminali per dare un maggior servizio ai cinesi e agli italiani, con un investimento economico importante anche sul piano della tecnologia», sottolinea il dottor Brandi che si sente tutto fuorché come l’ultimo dei Mohicani in quella fetta di quartiere dove le attività italiane si contano su un palmo di mano (tra le ultime insegne italiane, la profumeria “Limoni”, gli studi medici collegati alla farmacia, l’agenzia “Renzi Travel” e il supermercato Pam).
«Rispetto a tanti altri italiani, la nostra scelta è stata quella di potenziare la farmacia legandola alle esigenze della comunità. Sto consigliando ai miei amici che hanno un’attività a Prato di trasferirsi in questa zona, ma il vero problema è che non ci sono più fondi disponibili (mentre il centro storico è pieno di locali sfitti, ndr). Mi viene in mente, ad esempio, che se un italiano aprisse qui un negozio di occhiali farebbe sicuramente affari. Se c’è una cosa che ho capito in tanti anni di lavoro con i cinesi è quanto apprezzino la qualità nel servizio e nella tipologia di articoli, oltre a cercare il rapporto di fiducia. Sono questi gli aspetti su cui abbiamo sempre puntato tanto che, dopo questo ampliamento, ora fioccano messaggi di complimenti e auguri da parte della nostra clientela cinese: qualcuno ci ha persino regalato delle piante in segno di augurio».
La farmacia “Etrusca” inaugurerà ufficialmente la nuova sede più grande e funzionale il prossimo 21 settembre, alla presenza della console cinese Wang Xinxia. Una curiosità: durante i lavori in corso, molti residenti della zona chiedevano informazioni temendo che la farmacia potesse fare le valigie da via Pistoiese. Non è invece così: la farmacia è radicata più che mai nel quartiere tanto da continuare a investirci. Stesso copione per l’ufficio postale di via Filzi che, come abbiamo annunciato qualche giorno fa, si trasferirà in via Borgioli in un locale più ampio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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