Il Tirreno

Prato

Maila Ermini: un’esclusione ingiusta, la Scaletti deve dimettersi

Maila Ermini: un’esclusione ingiusta, la Scaletti deve dimettersi

L’ira della fondatrice del Teatro la Baracca di Prato escluso dai contributi della Regione: a qualcuno date tanti soldi e a molti altri nulla

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. «Assessore Scaletti, si dimetta». A chiedere la testa dell’assessore regionale alla Cultura è Maila Ermini, fondatrice del Teatro La Baracca «dopo aver ricevuto, come altri teatri toscani, il rifiuto dell'ufficio Cultura che presiede, circa la nostra domanda per diventare, anzi provare a diventare teatro di residenza».

«Dopo che avete voluto distruggere il circuito Sipario Aperto per distruggere qualcosa che poteva venire dal basso. Ora non capisco il motivo per cui la commissione abbia così spazzato via 12 realtà, alcune delle quali, come noi, con una storia teatrale ben ragguardevole. Queste persone che ci hanno giudicato non conoscono affatto il nostro lavoro. Noi pensavamo, sulla base del formulario e la documentazione richiesta, che chi dovesse giudicarci, ci conoscesse almeno. Altrimenti non avremmo mai partecipato a tale bando. E invece abbiamo scoperto che della commissione fanno parte burocrati, che non vivono nemmeno qua, e sono in contatto soltanto con i teatri grandi, che si sono basati per la valutazione, di griglie del tutto asettiche, assurde, incomprensibili per chi lavora in ambito artistico».

«Abbiamo visto - aggiunge Maila Ermini - che non solo ci sono soltanto illustri ed ingiuste esclusioni, ma anche assegnazioni enormi a compagnie consolidate, a cui si attribuiscono, in tre anni oltre 46mila euro (Krypton), oppure 452mila euro (Giallo Mare Minimal Teatro) e 374mila (Aldes), per citare solo quelli che hanno preso di più. Sono cifre consistenti. Ma come è possibile che il teatro di 12 realtà non meritasse nulla?»

«Su quale base - si chiede la Ermini - è stato scelto di far morire le nostre realtà, solo sulla base di una formulario (dove non si poteva scrivere più di 1500 parole circa la propria mission) e poco più, senza vedere senza conoscere hanno potuto stabilire a chi tanto e a chi nulla? Perché ai più piccoli non si permette di crescere? Perché non si permette di vivere a chi fa un teatro diverso o a chi la pensa diversamente dal suo establishment? Lei è responsabile di questo fallimento perché di questo si tratta quando si privilegiano alcuni a scapito degli altri senza nessun vero motivo, o addirittura se non peggio, per superficialità e incompetenza, e per questo chiedo le Sue dimissioni».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera