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Varvarito, il caso arriva in consiglio regionale
Rossi scrive a Mosca: verrà discussa un’interrogazione di Mattei su Viaccia. L’autorità di Bacino, mai coinvolti nella procedura dal Comune
PRATO. Un «Viaccia Day» per protestare contro lo spostamento nella zona di Viaccia della Varvarito. E’ quanto minaccia il presidente della circoscrizione Ovest Giovanni Mosca. Mosca si fa forte anche della risposta al suo appello che arriva dal presidente della Regione Enrico Rossi e dalla presa di posizione dell’Autorità di bacino del fiume Arno che segnala di non essere mai stata coinvolta nella procedura da parte del Comune di Prato.
Rossi scrive a Mosca per annunciare che il consiglio regionale si occuperà presto della vicenda: «La ringrazio per la segnalazione del caso "Varvarito" che interessa molto da vicino un'intera frazione del Comune di Prato. Ho avuto modo di appurare che su questa vicenda, oltre alla sua sollecitazione, vi è anche agli atti del Consiglio regionale un'interrogazione presentata dal consigliere Mattei, a cui risponderemo alla riapertura dei lavori del Consiglio. Come lei ben sa, per quanto di nostra competenza, non faremo venir meno il nostro impegno e la nostra attenzione su un problema così importante».
Mosca richiama poi l’importanza della lettera del presidente dell'Autorità di Bacino del fiume Arno Gaia Checcucci che, spiega Mosca, «ha evidenziato il mancato coinvolgimento dell'ente in quanto non è mai pervenuta alcuna richiesta di parere sul caso specifico nell'ambito del procedimento di approvazione del regolamento urbanistico o di una sua variante né è mai stata avanzata una specifica richiesta per procedere ad un eventuale preliminare modifica della perimetrazione dell'area medesima».
«In particolare - aggiunge Mosca- l'Autorità di Bacino ha evidenziato che l'area agricola interessata dalla variazione di destinazione d'uso, al fine di essere trasformata in area di deposito e trasformazione di inerti, risulta perimetrata nel Piano stralcio rischio idraulico (DPCM 5-11-1999) come area di tipo A, in quanto destinata alla realizzazione di una cassa di espansione,sulla quale vige un vincolo di inedificabilità assoluta. E' importante sottolineare che verrà eliminata la possibilità di una cassa di espansione e che per l'appunto la nuova attività risulta nelle vicinanze del Torrente Bardena».
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