Il presidio
Nel Mar Artico tra i capodogli
Il racconto di una coppia di montemurlesi che è andata a Capo Nord in auto: 10mila chilometri in 18 giorni
MONTEMURLO. Quasi diecimila chilometri in diciotto giorni (9.964 per l’esattezza), col fondoschiena incollato sui sedili della Renault. Montemurlo-Capo Nord, ma ne valeva la pena. Parola di Daniela Faldi e Gianluca Laschi, lei 37 anni, insegnante, lui 36 anni, vigile. Partiti da Montemurlo lo scorso 28 luglio sono arrivati in Norvegia venerdì 9 agosto. «E’ stata una vera e propria spedizione - racconta ancora emozionata Daniela - ci eravamo messi in testa di andare proprio lassù dopo aver già toccato il Capo di Buona Speranza in Sudafrica. L’idea di mettere i piedi sui due poli della Terra ci solleticava molto».
Un viaggio all’insegna dell’economia. «Avevamo fatto i nostri conti - spiega Daniela - ed avevamo visto che prendere un aereo e poi noleggiare un’auto ci sarebbe costato di più che partire con la nostra auto. Abbiamo preso tenda e sacchi a pelo per dormire nei campeggi e il fornellino per cucinare. Ci siamo portati dietro dall’Italia un sacco di viveri (pasta, sughi, scatolette), per risparmiare sul mangiare visto che lassù i prezzi sono molti elevati, oltre al fatto che la qualità della pasta, per esempio, non è uguale alla nostra». Tante tappe: Austria, Germania, Danimarca e Norvegia. Dal sole bollente toscano all’inverno scandinavo. «La temperatura non è mai stata sopra i 15 gradi: quando siamo arrivati a Capo Nord c’era un tempo terribile, tirava un vento fortissimo e nevischiava perfino». L’emozione però è stata immensa. Così come quando Gianluca e Daniela hanno partecipato ad una gita nel Mar glaciale artico per ammirare i capodogli.
«Vedere spuntare quella grande coda dall’acqua, in mezzo al mare in tempesta e alla nebbia, è stata un’emozione incredibile» ci confessa Daniela. Due giorni di riposo a Capo Nord e poi il rientro in Italia passando da Rovaniemi, in Finlandia e Svezia e Danimarca. Valeva la pena sobbarcarsi così tante ore di auto? «Sì, senz’altro»risponde senza dubbi Daniela. Un viaggio “in solitaria” con incontri sporadici con altri italiani, come un ragazzo di Follonica conosciuto nelle isole Lofoten in Norvegia. Ma si risparmia davvero? «Certo - chiarisce Daniela - bisogna mettere nel conto la benzina, il costo dei campeggi e anche i traghetti. Perché per muoversi in Norvegia, da un fiordo all’altro, capita di prendere anche due o tre traghetti al giorno. E anche quelli costano. Si tratta di un’esperienza comunque indimenticabile». Dopo tanto freddo Daniela e Gianluca si sono concessi, al rientro in Italia, un po’ di sole al mare. «Ne avevamo davvero bisogno» ammette Daniela.
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