Il presidio
Mercatale, simbolo della paralisi
Il caso del progetto di parcheggio sotterraneo che rischiò di far saltare la giunta
PRATO. Il progetto saltò sotto i fendenti delle proteste, dei colpi di scena, delle sottovalutazioni e rischiò di far franare la giunta dell’epoca. Siamo nel 2007, terzo anno di amministrazione Romagnoli. Il progetto è quello del parcheggio sotterraneo in piazza Mercatale: 900 posti auto su più livelli, poco più di 17 milioni di euro di costi, 300mila solo per la progettazione di Asm.
Non se ne fece niente, nonostante tutto. La giunta di allora al parcheggio sotterraneo al Mercatale ci aveva creduto: portava con sè una ristrutturazione complessiva di quel grande spazio ovale che caratterizza la città ma che ne avrebbe completamente modificato i connotati. Il progetto era quello vincitore di un concorso di idee del 2002 ulteriormente ritoccato. Non piacque. Non piacque soprattutto l’idea di buttare all’aria il boschetto eliminando di sana pianta il cosiddetto “tondo del Valentini” disegnato nell’Ottocento, dove oggi, d’estate, si organizzano spettacoli e talk-show, per fare posto al parcheggio. E più la giunta Romagnoli insisteva, più i comitati - tanti da quello di piazza Mercatale capitanato dal medico Paolo Sanesi, al Coordinato dei comitati, e poi il comitato di Santa Trinità, quello San Silvestro, Piazza del Collegio, piazza Ciardi, insomma tutto il centro storico organizzato - preparavano l’offensiva. Che giunse al culmine nel marzo di sei anni fa quando in una conferenza stampa super affollata (era pesantemente intervenuto anche il Fai)si scoprì che tutta la piazza, boschetto - per quanto malandato - compreso era sottoposto a vincolo da parte del ministro dei beni Culturali. E dire che gli amministratori dell’epoca avevano portato il progetto davanti alla Conferenza dei servizi, dove sedeva anche la Soprintendenza, senza che la questione emergesse con la virulenza che poi ebbe. Anzi in quel passaggio imprescindibile per dare il via libera all’operazione, il vincolo non aveva costituito ostacolo. Misteri. I comitati furono espliciti: se l’intervento fosse proseguito sarebbero iniziati gli esposti alla procura delle Repubblica e se quelli non avessero avuto gli esiti sperati, si sarebbero rivolti alla Corte europea. Non ce n’è fu bisogno. (c.o.)
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