Il Tirreno

Prato

Distretto, cinque mosse per pagare meno l’energia

I parlamentari pratesi raccolgono l’appello degli industriali e presentano un pacchetto di proposte al ministro per favorire le piccole imprese energivore

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PRATO. I parlamentari pratesi Riccardo Mazzoni, Pdl, Antonello Giacomelli e Matteo Biffoni, Pd , Edoardo Nesi, Scelta civica, hanno raccolto la sollecitazione dell'Unione Industriale di Prato e hanno chiesto un incontro urgente al ministro dello Sviluppo, Flavio Zanonato, prima del varo - previsto per i primi di settembre - dell'annunciato decreto "Fare 2" per favorire la competitività delle aziende.

«Il governo agirà su capitoli fondamentali abbassando il costo dell'energia - spiega il senatore Mazzoni - favorendo il credito, intervenendo sul peso della fiscalità e semplificando la burocrazia. Per quanto riguarda in particolare l'energia, il ministro Zanonato ha detto che "l’obiettivo è trovare un meccanismo per ridurre il costo della bolletta senza però toccare il sistema di incentivi per le rinnovabili". E' proprio su questo aspetto - continua Mazzoni - cruciale per il distretto pratese, che verterà l'incontro».

Il peso della bolletta energetica, infatti, per le aziende del distretto, di piccole dimensioni, è sempre più oneroso.

«La voce energia è sostanzialmente la seconda tra i costi, dopo quella relativa alla manodopera - prosegue il senatore - in un settore energivoro come quello tessile e rappresenta un elemento di competitività negativo se confrontato al costo dell’energia di altri Stati, anche europei, penalizzando in maniera fortissima il nostro sistema produttivo».

Cinque le richieste che i parlamentari pratesi rivolgeranno al ministro. La prima delle quali riguarda l’approvazione entro il 30 ottobre prossimo del decreto già predisposto dal governo ma bloccato, che modifica i parametri delle agevolazioni sull’energia facendovi rientrare buona parte delle piccole imprese pratesi (in particolare quella della nobilitazione) e che deve essere accompagnato, entro la stessa data, dalla delibera dell’Autorità per l’energia. «Si tratta - continua Mazzoni - di un passaggio indispensabile».

La seconda richiesta dei parlamentari riguarda l’inserimento nel decreto-bis del Fare, di una legge apposita che allarghi ulteriormente le maglie delle agevolazioni e che preveda l’abbassamento della soglia del consumo di energia ora fissata in 2,4 gigawattora annui, «soglia in contrasto con la stessa Direttiva comunitaria che parla solo di rapporto tra costi energetici e valore della produzione». Inoltre una serie di norme specifiche che andrebbero a sollevare i costi del comparto d’eccellenza del distretto che è quello della nobilitazione e agevolazioni ai consorzi energetici. Infine un capitolo che riguarda le imprese che consumano gas metano. I parlamentari chiedono che i consorzi di imprese vengano considerati utenti unici anche se con punti di rifornimento multipli, così da accedere agli sgravi.

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