Il Tirreno

Prato

Chinatown, la Prato che non si ferma tra ricchezza e degrado

di Danilo Fastelli
Chinatown, la Prato che non si ferma tra ricchezza e degrado

Un viaggio nel weekend di Ferragosto dentro al quartiere che non conosce ferie. Tra i macchinoni, le scritte e la sporcizia queste strade brulicano di vita e acquisti

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. C’è una città che non va in ferie e non si ferma neanche nel weekend di Ferragosto: è la Chinatown di Prato, dove il clima che si respira è tutt’altro che delle vacanze e del riposo. Gente per strada con le buste della spesa, saracinesche alzate e file al parrucchiere o all’agenzia di viaggio rafforzano l’idea che questi giorni dell’anno nella città dentro la città restino identici agli altri.

LE FOTO: CHINATOWN SEMPRE APERTA

Lo confermano gli stessi commercianti cinesi che accettano di parlare: «Niente ferie, noi restiamo a lavorare», spiega Gino della gioielleria “Icode” di via Pistoiese. E Alejandro Sorace e Meya Zheng della tabaccheria poco più avanti raccontano che «gli italiani sono partiti per le vacanze, ma i cinesi sono rimasti in città a lavorare», e che sono «ottimi clienti».

Addentrandosi nella via diventa sempre più difficile trovare un negoziante disposto a rispondere: i «non parlo l’italiano» e «non capisco l’inglese» si moltiplicano. La domanda sarebbe del tutto innocente: ora che i negozi del centro sono chiusi, avete più clienti italiani? Ovviamente no, risponde chi supera l’iniziale diffidenza. «Qui vengono solo cinesi», spiega Zhang Zheng, titolare di una vineria. Il vino più venduto: Brunello di Montalcino, dichiara Zhang mostrando un’elegante confezione da due bottiglie listata di scritte italiane e cinesi. Prezzo: 17 euro.

21__WEB«Ma anche i clienti cinesi sono molto diminuti, la verità è che ultimamente lavoriamo poco», rivela Xi al bancone del primo negozio di computer appena fuori Porta Pistoiese. Facendo un giro alla Pam, la si trova affollata di cinesi che fanno la spesa: a colpo d’occhio sono certamente più della metà della clientela presente. Tutti orientali invece i clienti dell’affollato market cinese che vende verdura, scatolame e cibo essiccato di ogni tipo.

Per le strade la gente va di fretta: all’angolo con via Rossini si fa la fila per acquistare verdura riposta nel bagagliaio di un’auto. La stessa scena si ripete all’interno di una galleria: gli ortaggi sono distesi per terra su un telo. Più avanti, invece, alcuni operai trasportano carrelli di merce stipata dentro cassette di plastica e coperte, creando una piccola coda di auto di lusso condotte da cinesi. I segni di una ricca borghesia orientale si scorgono anche tra le gioiellerie e le boutique con le vetrine più curate.

11__WEBMa il tono chic, giusto il tono, si smorza proprio all’inizio della strada quando si viene accolti dal tanfo micidiale dei cassonetti. Un italiano, che ha notato la macchina fotografica, si sbraccia dal balcone: «Venga a vedere, senta che odore c’è sotto casa mia: non li lavano mai, è così tutto l’anno». Un altro italiano si avvicina agitato e grida: «Cosa fotografate, qui è tutto uno schifo: guardate dove viviamo».

L’asfalto è sporco e cosparso di bigliettini appiccicati, zeppi di ideogrammi. A ogni muro compaiono gli annunci (commerciali, di lavoro, di prostitute?) cinesi scritti col pennarello. Mentre sembra proprio che l’ordinanza anti-sputo non abbia conseguito gli obiettivi sperati. In mezzo al marciapiede di via Pistoiese si deve stare attenti a non inciampare contro un bidet.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web