Il presidio
Cecchi, gli occhi dell’inviato su una città in cerca di se stessa
Ricordi non qualsiasi, quelli di Umberto Cecchi che “rilegge” la sua città, Prato, per restituirne un’istantanea dai colori appannati: un “groviglio” di occasioni mancate, anche dal punto di vista...
Ricordi non qualsiasi, quelli di Umberto Cecchi che “rilegge” la sua città, Prato, per restituirne un’istantanea dai colori appannati: un “groviglio” di occasioni mancate, anche dal punto di vista urbanistico, di coraggio che non c’è stato per rifondarla, mentre la città anno dopo anno sprofonda nel degrado. Umberto Cecchi, oggi presidente del Metastasio, con un passato di inviato in Asia e Africa per il quotdiano La Nazione del quale è stato direttore per quattro anni,
scrittore con almeno una ventina di libri editi, per Il Tirreno sta compiendo questo viaggio breve che si snoda lungo le strade di Prato tra memoria e attualità. Nella puntata uscita il 15 agosto Cecchi ha puntato l’obiettivo sulla più grande della trasformazioni che la città abbia subito: da città-fabbrica in città in cerca di se stessa. In quella odierna, invece, la particolare visuale del giornalista mette a fuoco quanto di lasciato andare e mai più recuperato ancora ci sia.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
