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Prato città d’arte e cultura ma i musei sono off limits
L’attacco dell’assessore alla Cultura Anna Beltrame: «Non basta la bellezza per attirare i visitatori, servono aperture nei weekend ed eventi di richiamo»
PRATO. «La cultura deve essere calata tra la gente. Solo così può vivere e parlare al popolo».
L'assessore alla cultura del comune, Anna Beltrame, si sfoga contro la mala gestione delle opere d'arte a Prato: confinate tra le quattro mura dei musei.
Nulla da eccepire sulla loro collocazione, intendiamoci, peccato però che molti musei che ospitano questi capolavori rimangano chiusi nei weekend o effettuino orari ridotti, risultando così poco fruibili dal pubblico.
Il museo di pittura Murale, ad esempio, ospita dal 1997 i capolavori quattrocenteschi della collezione di Palazzo Pretorio chiuso al pubblico da ben sedici anni (riaprirà il 13 settembre in occasione della mostra "Da Donatello a Lippi").
Ebbene, durante il fine settimana è visitabile il sabato (9-13; 15-18) e la domenica (9-13). «Come fa il pubblico a conoscere i tesori che sono custoditi al suo interno?» tuona Beltrame secondo la quale un museo, per funzionare, ha bisogno di una gestione manageriale fondata su progettualità e comunicazione.
«Non basta la bellezza dell'arte ad attirare i visitatori - commenta - gli orari di apertura sono importanti, lo dico da anni: i musei devono essere sempre aperti la domenica e a cadenze regolari la sera dopo cena, quando le persone hanno tempo libero».
Il messaggio è chiaro: Prato vanta un patrimonio di bellezza enorme, ma se non lo si rende condiviso risulta inutile. E fare cultura rischia di diventare autoreferenziale.
Il Museo del Tessuto, ad esempio, è visitabile, il sabato dalle 10 alle 13 e la domenica dalle 15 alle 19. Il museo dell'Opera del Duomo è aperto il sabato dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 18.30; la domenica dalle 10 alle 13. Il museo di scienze planetarie, nel weekend, si può visitare dalle 16 alle 19.
C'è però chi ha colto segnali di risveglio culturale in città e conta di invertire questo trend, come il museo Casa Datini .
Il museo , a partire da gennaio, spalancherà le sue sale al pubblico anche il sabato e la domenica accontentando quei cittadini e turisti che chiedono di visitare la struttura nei giorni festivi.
Esperimento che partirà già a settembre quando il museo resterà aperto anche nei weekend, in concomitanza con la mostra dedicata a Filippo Lippi e al Rinascimento pratese.
Dai dati raccolti, la top degli accessi spetta al Museo del Tessuto con 15.257 utenti nel 2012 (i biglietti interi sono stati 1776). Il Museo di scienze planetarie, nel 2012, ha staccato circa 8000 biglietti, in buona parte gratuiti (2.300), piazzandosi al secondo posto e confermando il trend del 2011.
Gli utenti del Museo di pittura Murale, nel 2011, sono stati 2657. Mentre, nel 2012, si sono fermati a 1923 (con 639 paganti). Nel 2010 lo stesso museo registra 4761 accessi (1614 paganti) grazie all'esposizione della tavola raffigurante il Crocifisso di Filippino Lippi.
Chi ha incrementato poi di un buon 30% le presenze è stato il Museo dell'Opera del Duomo: i visitatori, nel 2012, sono stati 9955 (di cui 1396 paganti), a fronte dei 6080 del 2011 (paganti0 1846).
Il boom di utenti registrato nel 2012 è da collegare alla mostra sulla Bibbia di Marco Polo, allestita negli spazi del Museo dell'Opera del Duomo.
«Questi dati dimostrano, purtroppo, che non basta la bellezza dell'arte ad attirare visitatori - conclude Beltrame - servono eventi, mostre, manifestazioni che richiamino il pubblico. E noi a settembre abbiamo una grande opportunità con la riapertura del Museo di Palazzo Pretorio e la mostra "Da Donatello a Lippi". La sfida - conclude Beltrame - è quella di dimostrare che rigore scientifico, capacità di attrazione del pubblico e sostenibilità economica possono legarsi in modo virtuoso».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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