Il Tirreno

Prato

I posti di blocco sulla Firenze-Mare sono inutili e pericolosi

I posti di blocco sulla Firenze-Mare sono inutili e pericolosi

Prato, nuova polemica del Consap: contro gli ubriachi al volante servono controlli accurati e non servizi ad alto clamore mediatico

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PRATO. Nuovi controlli della Polstrada sulla Firenze-Mare e nuove polemiche. Ad agitare le acque è ancora il Consap, il sindacato autonomo di polizia, che nei giorni scorsi aveva preso di mira le modalità con le quali vengono svolti questi controlli, ritenendoli responsabili dell'incidente che è costato la vita a un pensionato pratese e che afferma che questi controlli sono «inutilmente pericolosi e scarsamente efficaci».

«Nella notte tra il 16 ed il 17 agosto - polemizza il segretario Gianluca Pantaleoni - ha avuto luogo un nuovo posto di blocco della Polizia Stradale, organizzato deviando all' interno dell' area di servizio Serravalle tutti i veicoli procedenti in direzione Firenze. Siamo sicuri che la finalità di questo tipo di servizio non sia solo mediatica? Sulla notte precedente si è letto che sono stati fermati 1300 veicoli, ma qualcuno può forse pensare che 30 persone circa possano "controllare" tutti quei veicoli in una notte?»

Per il Consap, non tutti gli utenti fermati «venivano sottoposti ad un regolare ed accurato controllo di polizia ma ci si limitava al solo accertamento dell' ubriachezza alcolica con precursore, senza esibizione alcuna di patente, carta di circolazione e assicurazione, ne' di un riscontro di alcun tipo circa l' identità personale del controllato, dove per assurdo un ubriaco resta un criminale passa».

«Pur ritenendo imprescindibili i controlli alcoltest, continuiamo a contestare queste modalità operative, inutilmente pericolose e scarsamente efficaci, nella convinzione che la sicurezza stradale passi necessariamente per un controllo accurato degli utenti della strada, e non per la spettacolarizzazione di un fenomeno (la lotta alla guida ubriachi) che, lungi dall' alimentarsi dalla politica della statistica e dal clamore mediatico, richiede ben altro tipo di correttivi».

Secondo Pantaleoni, emerge dai dati la pochezza dell'ultimo servizio «dove risulta statisticamente un profitto equivalente alla media di una patente a pattuglia, a riprova che la sicurezza si fa da altre parti; magari ai caselli, senza fermare il traffico selezionando in partenza chi fermare ed evitare che chi guida in stato di ebbrezza possa fare lunghe percorrenze fino all'area di servizio».

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