Il presidio
Violenza sulle donne e nuovi poveri le emergenze del Centro per i diritti del malato di Prato
Nel rapporto annuale la onlus chiede al sindaco e alla città nuove forme di assistenza per “gli invisibili” e che fin dai banchi di scuola si insegni il rispetto per le donne. Sulla questione amianto il Centro propone la costituzione di un gruppo di lavoro
PRATO. Sono tre le emergenze sulle quali il Centro per i diritti del malato punta l’attenzione nel consueto rapporto di Ferragosto: i nuovi poveri, le violenza sulle donne e la necessità di sostituire le coperture di eternit. Sul fronte dei nuovi poveri Fabio Baldi, presidente della onlus, si rivolge al sindaco e quindi a tutta la città chiedendo se non si possa fare di più. «L’ospedale - afferma Baldi - si fa carico di accogliere le persone disagiate. Questo accade perchè la struttura ospedaliera si trova al centro della città. Ciò probabilmente, non sarà più possibile dopo il trasferimento a Galciana”. “I nuovi invisibili - spiega Baldi - spesso trascorrono la notte lungo le corsie dell’ospedale per avere due pasti al giorno si rivolgono alle associazioni benefiche. Prima dell’arrivo dell’inverno è necessario che la città rifletta sui livelli di assistenza finora erogati e se tutti insieme possamo fare meglio”.
“Sono state otre 400 le donne sottoposta a violenze fisiche o psicologiche a Prato nel 2012” troppe secondo il Centro per i diritti del malato che chiede alle istituzioni di «mobilitarsi affinchè il rispetto per le donne sia insegnato fin da piccoli”. “Nel corso del prossimo anno scolastico - scrive Baldi - nelle scuole pubbliche e private si dovrebbe espressamente trattare il tema affinchè i ragazzi crescano con solide basi rivolte al rispetto per le donne”.
Infine il tema dell’amianto che riguarda la salute pubblica e che è più volte stato affrontato dal Centro. “Abbiamo invitato le autorità a discutere sui possibili rimedi cercando di coinvolgere la Prefettura che ha risposto creando un gruppo di lavoro al quale partecipano Asl, Arpat, Inail e Asm. Una buona partenza - continua Bandi - ma tutto è rimasto su quel tavolo: non ci sono stati più incontri nè interventi di bonifica. Riteniamo necessario - conclude Baldi - la ricostituzione di un gruppo di lavoro che si occupi della questione”.
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