Il presidio
La tangenziale è un muro tra Prato e il nuovo ospedale
Viabilità ancora in alto mare, le ambulanze saranno costrette a fare una gimkana per arrivare al pronto soccorso
PRATO. A meno di due mesi dall’inaugurazione del nuovo ospedale, con la viabilità di accesso ancora in alto mare, uno si aspetterebbe di vedere all’opera squadre di operai per recuperare il tempo perduto. Invece chi avesse avuto voglia di dare un’occhiata ieri, poco prima delle 13, alla strada che dal viale Nam Dinh porterà all’ingresso principale del nosocomio avrebbe visto solo una piccola ruspa muoversi stancamente nella polvere. Tutto intorno il deserto agostano.
E’ praticamente impossibile che ai primi di ottobre, per il taglio del nastro, lo snodo fondamentale sia pronto, tantomeno il sottopasso di servizio. E dunque per ora bisogna fare con quello che c’è, che non è molto.
Quello che salta immediatamente all’occhio, nella viabilità della zona interessata, è che il viale Nam Dinh, cioè la tangenziale, al momento rappresenta un muro tra il nuovo ospedale e la parte orientale e centrale della città, dove si concentra la maggior parte dei residenti. Un ostacolo che si può solo aggirare facendo un lungo giro. Per raggiungere il pronto soccorso, un’ambulanza proveniente ad esempio da via Marco Roncioni dovrà percorrere la Declassata fino alla rotonda del Parco Prato, poi tutto il viale Nam Dinh fino alla rotonda con via della Pace, tornare indietro, uscire e prendere via Scarlatti, via Ciulli, via Foscolo, cioè fare tutto il giro dell’ospedale. In alternativa, potrà arrivare fino alla rotonda di via dei Trebbi e fare una gimkana ancora più complicata.
Quando la viabilità di accesso sarà completata, il percorso sarà più semplice, ma nei primi mesi di funzionamento dell’ospedale questo è quello che passa il convento. E la conseguenza è che i tempi dell’emergenza sono destinati inevitabilmente ad allungarsi. Ma il responsabile della centrale del 118, Simone Magazzini, non ne fa un dramma. «Finora non ci sono stati segnalati particolari problemi dalle associazioni di volontariato - dice - Non conosciamo i tempi di completamento della viabilità, e speriamo che siano rapidi. Quello che posso dire è che la struttura interna del pronto soccorso è a posto e sarà funzionale al momento del trasloco».
«Il nostro responsabile ambulanze ha fatto una verifica e non ha trovato grosse difficoltà - conferma Andrea Gori della Misericordia - All’inizio faremo il giro largo, poi si vedrà»
«L’importante è che funzioni bene l’ospedale, e che non sia troppo piccolo per le esigenze di una città come Prato - gli fa eco Matteo Cocci della Croce d’Oro - Certe volte si guarda la pagliuzza e non la trave. Il sottopasso certamente non sarà pronto in tempi brevi, e così dovremo passare da via Foscolo».
Quella via Foscolo dove i residenti si sono già fatti sentire lamentando un futuro carico di traffico che per loro è insopportabile, quando aprirà il nuovo ospedale.
«A occhio i lavori sono parecchio indietro e bisognerà arrangiarsi - commenta Dimitri Cocchi della Pubblica Assistenza - Soprattutto manca l’uscita dalla tangenziale. So che a settembre sono in programma altri incontri per trovare una soluzione».
E magari per trovare anche un nome più consono al nuovo ospedale, che al momento si chiama semplicemente e orribilmente NoP, cioè appunto Nuovo ospedale di Prato. Un sondaggio lanciato tra i nostri lettori nelle scorse settimane ha indicato a larga maggioranza in “Santo Stefano” il nome preferito, ma l’indicazione non è stata raccolta. Ci sono ancora un paio di mesi per rifletterci.
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