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La Regione discute il destino di Anatomia patologica

La Regione discute il destino di Anatomia patologica

PRATO. È ormai in dirittura d’arrivo il completamento delle opere per la realizzazione del nuovo ospedale. Lunedì, infatti, chiude il cantiere e si potrà entrare nel nuovo edificio senza indossare...

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PRATO. È ormai in dirittura d’arrivo il completamento delle opere per la realizzazione del nuovo ospedale. Lunedì, infatti, chiude il cantiere e si potrà entrare nel nuovo edificio senza indossare caso protettivo.

Negli ultimi giorni si sono susseguiti incontri con i concessionari e i collaudatori e il direttore generale Edoardo Majno (nella foto) assicura che anche le ultime incertezze sono state dissipate e viene confermata l’inaugurazione il 21 settmbre e il trasferimento il 5 ottobre. «È bene chiarire che, per quanto riguarda le prestazioni di urgenza niente cambierà fino al 4 ottobre. Fino a quel giorno ci si dovrà continuare a rivolgere sempre al pronto soccorso del Misericordia e Dolce, mentre per le altre attività i pazienti potranno essere via via indirizzati al nuovo ospedale dove nel frattempo inizierà ad essere svolta l’attività programmata».

Accanto all’attività per la messa in funzione del nuovo ospedale, c’è un lavoro «sotterraneo», ma cruciale che riguarda la ridefinizione di una serie di modelli di funzionamento che la sanità toscana dovrà adottare. Una di queste riguarda l’anatomia patologica, un servizio che Prato considera cruciale, in virtù dell’alto livello raggiunto dalla nostra oncologia. Anatomia patologica, come preannunciato in un’intervista al Tirreno dal dg Majno, non trova posto al nuovo ospedale ma, per trovare una soluzione al problema, bisognerà capire anche le intenzioni della Regione.

«Si sta andando - precisa Majno - verso un modello nel quale in ogni Area vasta ci sarà un presidio di Anatomia patologica sul territorio e uno in ciascuna azienda ospedaliera universitaria».

Ciò significa che l’Area vasta composta dalle Asl di Firenze, Empoli, Prato e Pistoia avrà un servizio di Anatomia patologica a Careggi e un altro sul territorio. L’Asl 4, ovviamente, spinge affinché il centro di riferimento sia posto a Prato, ma un primo incontro a livello regionale non ha permesso di trovare un accordo. Un accordo che dovrà scaturire da un secondo vertice in programma tra qualche settimana. «Ogni ospedale - precisa Majno - avrà tutte le attrezzature per effettuare le cosiddette analisi istologiche in estemporanea da effettuare nel corso degli interventi chirurgici. Il servizio nell’Area vasta sarà invece rimodulato sulla base di un paio di centri di riferimento che avranno un ruolo più rilevante».(c.b.)

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