Il presidio
Cinese ucciso nell’Internet point, cade nel vuoto l’appello della polizia
Prato: a distanza di sei giorni dalla diffusione del nome e della foto nessuno si è fatto vivo per dare notizie del morto o dei suoi parenti
PRATO. Sono passati ormai sei giorni da quando la polizia ha diffuso la foto e il nome di Zhou Zheng Guo, il cinese di 39 anni ucciso in un Internet point di via Cadamosto, ma nonostante l’appello nessuno si è fatto vivo per reclamare la salma dell’orientale, ancora all’Istituto di anatomia patologica dell’ospedale.
Zhou è stato trovato morto la mattina dello scorso 5 agosto, colpito da numerose coltellate che non gli hanno lasciato scampo. Per tre giorni gli inquirenti hanno tenuto riservato il nome della vittima, poi si sono decisi a diffondere nome e foto, nella speranza che qualcuno nella comunità cinese, parenti, amici o conoscenti, si facesse avanti per dare notizie più precise sul morto. Ma l’appello è caduto nel vuoto.
Zhou Zheng Guo era irregolare sul territorio italiano ma è difficile pensare che nessuno lo conoscesse o sia in grado di mettere in contatto le autorità italiane coi parenti, in Italia o in Cina. E’ verosimile che alcuni tra i suoi conoscenti siano a loro volta irregolari e dunque non vogliono esporsi, ma colpisce il silenzio di tutti gli altri.
La polizia continua a ritenere che Zhou fosse un semplice cliente dell’Internet point e dunque è ipotizzabile che all’interno del locale di via Cadamosto ci fossero altre persone oltre all’assassino o agli assassini, ma all’arrivo della polizia l’Internet point era chiuso e la serranda abbassata.
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