Il presidio
Omaggio a Endrigo di Nicola Pecci
Per Ferragosto alla Villa del Mulinaccio lo spettacolo “Quanto mi dai se mi sparo”
PRATO. Lui è Sergio Endrigo, gigante della musica italiana. Raffinato e indimenticato cantautore, vinse nel 1968 il festival di Sanremo con il brano "Canzone per te". La sua musica, il suo profondo sentire, i suoi testi, così malinconici e poetici che lo hanno reso icona del mondo cantautoriale italiano degli anni '60, rivivono nello spettacolo musicale/teatrale "Quanto mi dai se mi sparo", (tratto dal romanzo autobiografico dello stesso Endrigo) in programma il 15 agosto alle 21 a Villa il Mulinaccio a Vaiano. Regia di Andrea Bruno Savelli e musiche curate da Alessandro Luchi. Costo del biglietto 5 euro.
A portarlo in scena è Nicola Pecci, pratese doc, cresciuto con la musica e le suggestioni dei grandi cantautori italiani. Pecci nasce come attore - ha studiato presso l'accademia teatrale Vittorio Gassman - poi la passione per la musica prende il sopravvento e diventa cantautore: «La forma artistica a me più congeniale». «Lo spettacolo nasce da un'idea mia - spiega Pecci - Sono molto affezionato ai padri della musica italiana: Sergio Endrigo, ma anche Luigi Tenco, Gino Paoli, Bruno Lauzi, Giorgio Gaber. Il progetto, poi, ha preso forma grazie a un incontro fortunato: ho conosciuto Claudia, la figlia di Endrigo, che porta avanti il patrimonio artistico del padre. Le ho chiesto il permesso di mettere in scena il romanzo del padre e lei si è dimostrata entusiasta. Mi ha riempito d'orgoglio la possibilità di misurarmi con uno dei miei cantautori di riferimento in uno spettacolo che ha la forma del teatro/canzone gaberiana, quella che sento più affine».
Giulia Stefanini
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