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«Silvio libero? No grazie chiudere lo spazio aereo»
La provocazione del decano Pd Mario Bensi che chiede l’intervento di Rossi per bloccare, almeno sui cieli toscani, la campagna pubblicitaria Pdl
PRATO. «I giorni di vacanza per gli italiani sono sempre meno. Se poi li dobbiamo passare guardando dalla spiaggia gli aerei con la pubblicità per Berlusconi libero bè mi sembra davvero troppo». Ed è così che Mario Bensi, decano Pd, presidente del comitato dei garanti del partito nonchè presidente del circolo di Coiano - uno dei più frequentati ed emblematici di Prato - ha deciso di iniziare la battaglia. Già da Viareggio dove si trova da tre giorni per le meritate ferie e dove resterà fino alla fine del mese per poi ricominciare l’attività. Politica prima di tutto. Proprio dal lungomare di Viareggio dove ogni mattina Bensi fa la passeggiata è partita l’idea dell’offensiva - «Sa quando ci si riposa la mente diventa più lucida» - non appena letta la notizia della campagna Pdl agostana - annunciata da Libero - nella quale verranno utilizzati aerei pubblicitari che sorvoleranno, dal 15 agosto, le spiagge italiane più frequentate: Riccione, Sabaudia, Portofino, Sorrento, Forte dei Marmi e Capalbio chiedendo la libertà per Silvio. Berlusconi, ovviamente. «E a me questo dà noia - attacca Bensi - il Cavaliere è un condannato che deve solo assumersi le sue responsabilità. Quindi mi è venuto in mente di chiedere al presidente della Toscana Enrico Rossi di muoversi con il governo per vedere se si può chiudere lo spazio aereo almeno quello sopra la Toscana per evitare il passaggio degli aerei che diffondo messaggi pubblicitari assurdi». Chiudere lo spazio aereo della Toscana sarà piuttosto difficile, lo sa anche il decano Pd, che però non demorde.
«E’ chiaro - dice - è una provocazione politica e non so nemmeno se il presidente Rossi mi risponderà. Ma il Partito democratico sta troppo zitto. Sono convinto che in tanti in Toscana e anche un po’ più in là la pensano come me. Ed è l’ora di fare sentire la nostra voce». L’intenzione è quella di avviare un fuoco di sbarramento «per ripristinare la verità dei fatti» dice Bensi anche utilizzando il circolo che quale è presidente. «E sono convinto che anche altri circoli si uniranno, tutto l’Arci farà sentire la sua voce. Bisogna svegliarsi. La legge -continua Bensi - deve essere uguale per tutti e non si può più stare zitti e fermi a subire campagne di informazione che invece disinformano o aspettare di vedere la prossima mossa di un personaggio che fa sempre come gli pare».
Bensi tornerà a Prato tra una decina di giorni. E c’è da scommetterci: fermo e buon non ci starà.
Cristina Orsini
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