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La Regione finanzia la “Pegaso”

La Regione finanzia la “Pegaso”

Sospiro di sollievo per i bimbi iscritti alla materna di Mezzana

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CARMIGNANO. La lettera forse è già nella borsa del postino e chi è vacanza la troverà nella cassetta al ritorno. Intanto i genitori che hanno i bimbi iscritti alla classe Pegaso della materna di Santa Cristina a Mezzana, una di quelle sezioni pagate da alcuni anni dalla Regione per supplire ai tagli e alla coperta sempre più corta del Ministero, possono tirare un sospiro di sollievo: la Regione finanzierà infatti la classe anche il prossimo anno. Agosto ha portato una buona notizia, adesso ufficiale. E lo spauracchio così di una probabile lista di attesa per almeno una ventina di bambini si allontana, anche se si dovranno fare i conti con le iscrizioni arrivate negli ultimi mesi, dopo che la richiesta per le classi in primavera era già partita. Ma anche quei bambini, alla fine, potrebbero trovare un posto nelle tredici sezioni di scuola materna statale (e regionale) attive tra Santa Cristina a Mezzana, Bacchereto, Seano e Poggio alla Malva. Mal che vada ci sono poi sempre gli asili privati gestite da due cooperative a Comeana e ancora Seano, che per il prossimo anno confermano la stessa disponibilità. Non resta che attendere e tirare le somme tra un mese. Intanto è stata convocata la riunione con le famiglie dei bambini della classe Pegaso: l'appuntamento è per il 4 settembre alle ore 17 presso l'istituto “Il Pontormo”. Non era scontato che la Regione rifinanziasse la classe Pegaso accordata l'anno scorso, una classe di quindici bambini che a settembre sarà di almeno venticinque. Soprattutto non era scontato che lo facesse per tutte le 40 ore le ore di scuola della settimana: le nuove classi, le trentanove che si sono aggiunte quest'anno alle 106 'storiche' già attive, ne avranno infatti solo ventiquattro. Di più con 6,5 milioni non si poteva fare: le richieste sono aumentate e qualcuno sarebbe rimasto fuori. “Possiamo dunque ritenerci doppiamente fortunati – ricorda l'assessore Toninelli – anche perché la Regione non era tenuta ad agire in supplenza dello Stato, che dal 2008 non apre una sezione in più di materna in Italia. E non tutte le Regioni lo fanno”.

Walter Fortini

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