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Il medico va controcorrente «Non sempre piccolo è bello»
PRATO. Il 118 a Prato non è detto sia la scelta giusta. A sostenerlo è Marco Armellini, responsabile di salute mentale, infanzia e adolescenza dell’Asl 4. E con una lettera risponde a Simone Tripodi...
PRATO. Il 118 a Prato non è detto sia la scelta giusta. A sostenerlo è Marco Armellini, responsabile di salute mentale, infanzia e adolescenza dell’Asl 4. E con una lettera risponde a Simone Tripodi e Francesco Ricciarelli che hanno promosso un comitato per fare restare a Prato la centrale del 118.
«Questa battaglia - scrive il medico - suscita parecchie perplessità, anche se appare indiscutibile che la tendenza della sanità toscana è stata finora di potenziare i tre poli ospedaliero-universitari, o comunque di difenderli in misura maggiore di quanto è accaduto alle altre aziende sanitarie. Questa tendenza ha avuto e avrà costi non indifferenti per l'organizzazione del sistema sanitario e per la salute dei cittadini, perché realmente ha ridimensionato alcune attività eccellenti della periferia. Questo, però, non significa che, all'opposto, la risposta giusta sia quella di difendere sempre e comunque l'esistente, cavalcando spinte localistiche, soprattutto quando si affrontano temi come la gestione delle emergenze sanitarie».
«Non sempre piccolo è necessariamente bello - sostiene Armellini - e sono abbastanza vecchio da essere stato testimone delle lotte dei Comuni per difendere i piccoli ospedali sulla fine degli anni '90. Quei piccoli ospedali, oltre ad avere dei costi insostenibili, producevano danni e ritardi, anziché salute. Non rifacciamo oggi gli errori di allora, per convenienza elettorale: per funzionare bene, un processo organizzativo, in particolare nell'ambito della salute, deve avere delle dimensioni adeguate, e la rete delle emergenze non fa eccezione. Nessuno deve morire o essere curato in maniera non adeguata per non aver potuto raggiungere il posto giusto, e per fare questo ci deve essere un coordinamento molto stretto tra tutte le risorse, specialmente nell'area compresa tra Firenze, Prato, Pistoia ed Empoli, che ospita metà della popolazione della nostra Regione».
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