Il Tirreno

Prato

Comune, settembre caldo: due nomine e un rimpasto

di Cristina Orsini
Comune, settembre caldo: due nomine e un rimpasto

Dopo le dimissioni del presidente Bettazzi è Amerini in pole per la successione Si apre la partita dei vertici Asm: per Canovai la riconferma è più difficile

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PRATO. Settembre caldo in Comune quello che si annuncia dopo le dimissioni dal presidente del consiglio e da consigliere comunale di Maurizio Bettazzi. Con due nomine di peso da fare e una new entry in consiglio comunale. Partiamo da quest’ultima: la più semplice. Al posto del consigliere Bettazzi prenderà posto nei banchi della maggioranza Stefano Guarducci, un rappresentante, “forzista” della prima ora già entrato in consiglio comunale durante il Mattei-bis dal 1999 al 2004. Guarducci - 100 preferenze nelle amministrative 2009 - che ha già dato l’ok al coordinatore provinciale Riccardo Mazzoni, entrerà grazie alla rinuncia di Fabio Comini - anche lui 100 preferenze - ma con una posizione di lista di poco superiore a Guarducci. Nell’arco di pochi mesi sarà la seconda novità: a fine luglio ha fatto il suo ingresso Adamo Guerriero - ex Pd fino a pochi anni fa - entrato nella maggioranza di centrodestra al posto del dimissionario Simone Frosini. Fino a qui il borsino del “chi entra e chi esce” nelle fila di una maggioranza turbolenta. Partita più difficile quella della nomina del nuovo presidente del consiglio, posto particolarmente ambito sia per il prestigio e sia per il fatto che prevede un’indennità sostanziosa: la stessa che viene garantita agli assessori, circa 2mila 800 euro al mese. Della nomina si è discusso nell’ultima riunione a fine luglio del coordinamento provinciale Pdl con la decisione di rinviare ogni decisione alla riapertura dei lavori del consiglio a settembre. Lunga la lista dei papabili: dal vicepresidente attuale Andrea Amerini che resta in pole e che rappresenterebbe una scelta di continuità, probabilmente non sgradita all’opposizione ma con anche altri nomi in pista: dal capogruppo Roberto Baldi, al presidente della commissione urbanistica Emanuele Berselli, al consigliere Carlo La Vigna. Si vedrà chi riuscirà ad assumerà il ruolo di garante dell’assise cittadina visti anche i numeri risicati tra una compagine e l’altra: 21 a 20. La seconda nomina delicata è rappresentata dai vertici di Asm. L’assemblea dei soci è convocata per questa mattina ma c’è da scommettere che il sindaco Roberto Cenni deciderà per un rinvio. Fino alla deflagrazione del caso Asm-Bettazzi-Bcc era scontata la conferma del presidente uscente Alessandro Canovai. Oggi è più complessa. Se, infatti, dovesse scattare l’incarico-bis del manager che ha ammesso di essere stato a conoscenza dei contatti tra l’azienda e il presidente del consiglio per accedere al finanziamento Bcc e ha anche affermato, in commissione, di aver portato la questione davanti al sindaco, l’opposizione potrebbe decidere di insorgere. Ma critiche potrebbero piovere anche da parte ex forzista del Pdl. Aria tesa in casa azzurra soprattutto nei riguardi dell’anima ex An che negli anni ha esercitato un discreto controllo in casa Asm. Non è una novità che una delle figure di riferimento della componente, l’assessore Filippo Bernocchi abbia partecipato attivamente alla scelta di Canovai. Dunque fase delicata per la partecipata che si accompagnerà con il mini rimpasto in consiglio. «Io - afferma Leonardo Soldi, ex Lega nel gruppo misto, uno dei protagonisti dell’addio di Bettazzi - non ho mai chiesto nulla e non comincerò a farlo ora. Sul caso Bettazzi - aggiunge - ho solo acceso la miccia. Ma la bomba era già innescata».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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