Il presidio
Prato, Bettazzi si dimette anche da consigliere comunale e accusa
Indagato per corruzione, era stato costretto a lasciare la presidenza del consiglio. «Non voglio passare più nemmeno un minuto insieme a gente che parla di etica e non sa dove stia di casa»
PRATO. Non sono ancora protocollate, ma sono già state spedite in Comune in attesa dell’ufficialità. Si tratta delle dimissioni da consigliere comunale di Maurizio Bettazzi, ex presidente del consiglio comunale che ha deciso di dimettersi alla fine del consiglio convocato il 25 luglio scorso per consentire al Bilancio di passare - anche se con numeri risicati - così salvando per il rotto della cuffia la prima giunta di centrodestra dopo 63 anni di governo a sinistra.
Bettazzi dunque, indagato per corruzione nell’inchiesta Asm-Bcc, oggetto di un aut-aut politico di Leonardo Soldi, gruppo misto, ex Lega Nord che si è spinto ad affermare: «O Bettazzi si dimette o io esco dalla maggioranza» aprendo la porta all’addio tattico dei tre Indipendenti per Prato, esce dalla scena politica. «Forse rientrerò in consiglio per un saluto a settembre - dice Bettazzi- ma non ho ancora deciso». Ha voglia di levarsi qualche sassolino dalla scarpa: «Nel momento in cui ho dato le dimissioni da presidente del consiglio - spiega - ho deciso di lasciare il mio posto tra i banchi dell’aula per un motivo molto semplice: non sopporterei di trascorrere nemmeno un minuto assieme a gente che parla di etica e di morale ma non sa nemmeno dove stia di casa».
Un riferimento nemmeno troppo velato al consigliere Soldi: «Non ho mai fatto - continua Bettazzi - il killer politico conto terzi come credo sia avvenuto in questa vicenda. In tutto quello che ho fatto mi ha sempre mosso un obiettivo superiore che è quello del bene della collettività». Anche per quanto concerne la vicenda giudiziaria che lo ha coinvolto: «Sono tranquillo perché ho la coscienza a posto ed è questo che mi dà serenità - continua Bettazzi - In tutta questa vicenda non ho sentito nessuno, nel mondo della politica, preoccuparsi di cosa sarebbe successo alle famiglie dei trecento dipendenti Asm se in primavera non avessero ricevuto lo stipendio. Un aspetto che non ha interessa to nessuno. Ma che invece ha guidato quelle che sono state le mie decisioni». Altrettanto è accaduto per il bilancio del Comune: «L’ho votato, l’ho fatto votare - dice Bettazzi - e lì sono finiti i miei doveri». Un passaggio lo dedica anche agli Indipendenti: «L’unica cosa che hanno in comune con Soldi è di essere dei voltagabbana politici».
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