Il presidio
Odore acre nelle case apprensione a Paperino
Allarme tra le famiglie della zona e telefonate al centralino dei vigili Il farmacista: «C’è chi è venuto anche ad acquistare le mascherine»
PRATO. La paura è stata tanta anche se nessuno è dovuto ricorrere alle cure dei sanitari e non si registrano casi di persone ricoverate. Alla Casa del Popolo in via dell’Alloro a Paperino il pomeriggio di ieri procedeva come tutti gli altri: al riparo dal sole estivo. «Fino all’ora di pranzo c’era un odore cattivo anche qui in via dell’Alloro – dice la signora Rosanna che presta servizio al circolo – ma oggi le cose sono già tornate alla normalità. Stamani (ieri per chi legge, ndr) sono andata a fare la spesa al supermercato e avevo lasciato le finestre di casa aperte. Quando sono rientrata dentro c’era puzzo di fumo ed anche fuori lungo le strade si faceva fatica a respirare. Adesso, per fortuna, stiamo tornando alla normalità. Tra l’altro, qui alla Casa del Popolo abbiamo l’aria condizionata e non si sentono strani miasmi che potrebbero arrivare da fuori». Poco lontano si trova il circolo Mcl. Anche qui hanno l’aria condizionata e quindi non c’è nessun odore spiacevole ed i clienti fissi non sono voluti mancare nemmeno ieri. Nella zona nuova di Paperino in via Fosso del Masi ieri mattina la situazione è apparsa critica. «Eravamo avvolti da una nube – dice il dottor Carmine Di Rienzo titolare della farmacia – Un odore acre ci ha fatto da brutta compagnia fin verso l’una. Alcune persone mi hanno chiesto delle mascherine, ma nessuno ha accusato malori. Ho consigliato, comunque, a quanti avevano bambini di portarli a casa». «Stamani (ieri per chi legge, ndr) fuori si respirava a fatica. Quando sono arrivato in ufficio ho chiuso la porta e acceso l’aria condizionata». A parlare è Andrea Cianti uno dei titolari di “Mediagroup immobiliare” nella zona nuova di Paperino. Che continua: «Nel pomeriggio le cose andavano decisamente meglio, la colonna di fumo non si vedeva più e l’aria non era irrespirabile come all’inizio della giornata».
Protesta invece Fabio Baldi, presidente del Tribunale del malato. «In situazioni come queste è impensabile che le istituzioni non diano nessuna indicazione alla cittadinanza».
Azelio Biagioni
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