Il Tirreno

Prato

Nasce il comitato contro il trasferimento della centrale 118 a Firenze

di Azelio Biagioni
Nasce il comitato contro il trasferimento della centrale 118 a Firenze

Lo scopo dell’associazione è mantenere la “cabina di regia” a Prato per non rinunciare all’esperienza acquisita dalle associazioni di volontariato

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PRATO. «Prato non è una succursale né di Pistoia né di Firenze. E quella che stiamo portando avanti è una battaglia dei cittadini per la città, perché il rischio cui andiamo incontro è quello di trovarsi davanti a dei disservizi». Parole di Francesco Ricciarelli, coordinatore del neonato comitato “No alla chiusura del 118 a Prato”, dopo l’ipotesi che la centrale operativa venga trasferita a Firenze con tutti i disservizi che potranno esserci. Disservizi che ricadranno sulla pelle dei cittadini, dato che si parla di una tema importante come quello della sanità.

Lo scopo del comitato (cui hanno già aderito diverse realtà come il coordinamento dei comitati pratesi, Cpap, “La città per noi”) è quello di far restare la centrale del 118 a Prato e qualora debba esserci un’unica cabina di regia all’interno dell’area vasta Firenze-Prato-Pistoia questa dovrebbe essere nella nostra città e non altrove vista la sua posizione centrale. «Così ci troviamo davanti alla scomparsa di un’eccellenza – commenta Ricciarelli – e la conseguente perdita di posti di lavoro. Significa buttare a monte il lavoro costruito dal 118 e dalle associazioni di volontariato. Scelte come questa sembra che vengano intraprese senza l’ascolto del cittadino. E dopo 500 anni ci troviamo davanti ad altro saccheggio della città».

Per Simone Tripodi spostare la centrale del 118 a Firenze significa una difficoltà nel gestire le chiamate di soccorso, con operatori che non conoscono il territorio. Fabio Nesti, coordinatore del gruppo giovani del Comitato provinciale area pratese, parla di campanello d’allarme che suona molto forte. «E’ un fatto emblematico – dice - Un servizio che vorrebbero toglierci e portare a Firenze. Noi vogliamo una sanità pratese autonoma». A Nesti fa eco Silvano Agostinelli coordinatore della lista civica “La città per noi". «Un reperto storico importante trovato a Gonfienti ed ora conservato a Firenze perché è stato detto che Prato non poteva tutelare il suo valore - spiega -, le opere della galleria degli Alberti portate via, il centro oncologico che deve finire a Firenze fra il silenzio di tutti ed ora anche il 118. Adesso è il momento di scendere in campo, tutti insieme, per salvare i nostri servizi». Intanto, il Comitato sta preparando una petizione da far firmare.

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