Il presidio
Cavalciotto, gore e mulini un museo all’aria aperta
PRATO. Il comitato Salviamo la Fattoria Medicea delle Cascine di Tavola ha allargato il suo orizzonte nella difesa del patrimonio culturale pratese anche alle antiche gore e al Cavalciotto di Santa...
Il comitato Salviamo la Fattoria Medicea delle Cascine di Tavola ha allargato il suo orizzonte nella difesa del patrimonio culturale pratese anche alle antiche gore e al Cavalciotto di Santa Lucia. Nei giorni scorsi ha inviato una lettera al sindaco Roberto Cenni e al presidente della Provincia Lamberto Gestri rinnovando la propria preoccupazione riguardo al progetto presentato dalla società H2E finalizzato alla realizzazione di una centrale idroelettrica.
Il punto di partenza è che, secondo il comitato, la proposta di H2E «potrebbe togliere la possibilità del recupero di una parte delle antiche gore e degli antichi mulini anche per una eventuale microproduzione di energia elettrica, recupero che, avvalendosi anche degli importanti incentivi previsti per questo tipo di operazioni (gli stessi di cui si avvarrebbe H2E) permetterebbe finalmente la realizzazione di quella mirabile testimonianza di archeologia industriale, cioè quel sistema che era costituito dai mulini e le gualchiere e che insieme alle gore e al Cavalciotto diventerebbero il vero museo delle origini di Prato, un’opera sicuramente unica a livello nazionale e europeo».
Le considerazioni del comitato tengono anche conto dell’importanza della «ricaduta sul territorio sotto un profilo economico e culturale che il recupero del cavalciotto, gore, mulini e gualchiere (almeno una parte) porterebbe realizzare un sistema museale in logica continuità col recupero della vecchia fabbrica Campolmi». Il comitato, inoltre, pone il recupero delle antiche gore e del Cavalciotto «come condizione assolutamente indispensabile ai fini di un razionale recupero delle originarie funzioni della Fattoria di Lorenzo Il Magnifico. Il lungo e complesso processo per riportare la Fattoria nelle condizioni di poter ospitare tutte quelle funzioni a beneficio collettivo di una vasta area ben oltre i confini del Comune di Prato, potrebbe venir articolato in più fasi e nell’immediato si potrebbe già attuare un primo progetto di ripristino del Gorone dal Cavalciotto di Santa Lucia all’antico Partitore della Crocchia (Mercato Nuovo)».
In conclusione il Comitato chiede «il mantenimento dell’integrità del diritto di derivare dal Bisenzio una quantità di acqua per una portata media annua di 1,26 m3/min, garantito dalla Provincia di Prato al Comune di Prato. Inoltre chiede di poter ricevere assicurazione dagli uffici competenti circa l’effettiva integrità attuale del suddetto diritto e se e in che modo le amministrazioni comunale e provinciale, in caso di attuazione di quanto previsto dalla Dgc 127/2012, intendano adottare i dispositivi affinché venga salvaguardata la portata media annuale di 1,26 m3/min del Gorone». (g.c.)
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