Il Tirreno

Prato

Una cittadella per la sanità: quattro grandi poli, tre edifici satellite

di Carlo Bartoli
Una cittadella per la sanità: quattro grandi poli, tre edifici satellite

Ecco come sarà la zona dell’ex ospedale Misericordia e Dolce che manterrà la destinazione sanitaria

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misericordia

PRATO. Quattro grandi poli e tre immobili satellite: questa la fotografia del futuro dell’area del Misericordia e Dolce, al netto degli interventi che la Regione intende fare sul terreno che dovrebbe essere liberato con la demolizione della parte «nuova» dell’attuale ospedale, ossia del grande plesso di cemento armato, costruito e ampliato con varie escrescenze dagli anni Sessanta in poi.

Mentre è ancora vivo e aperto il dibattito in città sul destino dell’area del Misericordia e Dolce, l’Asl cerca di mettere a pulito la riorganizzazione degli spazi e, soprattutto, delle funzioni sanitarie che rimarranno in quest’area che è destinata, almeno in parte, ad essere trasformata in «Cittadella della Salute».

Nei sette ettari dell’area del Misericordia e Dolce, infatti, non tutto verrà abbattuto o riconvertito. Gli spazi da riorganizzare riguardano essenzialmente gli immobili che ospitano il Centro sociosanitario «Giovannini», il centro di prevenzione oncologica «Eliana Martini», l’ex palazzina delle malattie infettive, il Centro direzionale, la palazzina delle medicine, i due immobili con Hospice e Rsa. Quest’operazione di riorganizzazione degli spazi serve certamente a contenere le spese di gestione degli immobili, ma soprattutto a ridisegnare le funzioni che nel corso degli anni si erano distribuite e stratificate in maniera un po’ disordinata.

Il cuore della riorganizzazione è costituito dal Centro Giovannini e dalle due palazzine delle malattie infettive e delle medicine.

Centro Giovannini. Il Centro verrà radicalmente ridisegnato. Il piano terra delle palazzine A e B, ossia i due edifici che formano una sorta di L dalla parte opposta di via Cavour - uno spazio di circa mille metri quadri - , sarà interamente destinato alla riabilitazione che non necessita di ricovero, mentre i casi che prevedono la degenza troveranno spazio al nuovo ospedale di Galciana. Al primo piano verrà sistemato il centro ambulatoriale di diabetologia e una serie di ambulatori sia interni che da utilizzare per la libera professione. Il terzo piano ospiterà invece una nuova struttura che dovrebbe segnare una delle più rilevanti novità nel campo della salute sul territorio.

Si tratta della Casa della donna nella quale verranno raggruppate una seire di attività presenti nei consultori di via Clementi e di via Roma, quelle legate al Centro antiviolenza, servizi sociali e psicologici relativi a questo settore e alcune attività contigue (urologia, proctologia, ginecologia, ostetricia, il prenatale). E, altra novità, un consultorio dedicato ai giovani. «Questo servizio - spiega Riccardo Poli, direttore della zona distretto - si era pensato di attivarlo in alcune scuole, ma poi è emersa la necessità di garantire la necessaria riservatezza a quei ragazzi che hanno bisogno di ricorrere a questo ausilio». In questo piano troverà posto pure la Fondazione Ami sul materno-infantile. Sempre al terzo piano dovrebbe trovare posto anche un ambulatorio pediatrico, finalizzato prevalentemente all’assistenza degli immigrati.

Nella Palazzina C del Giovannini, quella nell’angolo a destra in fondo a destra nel piazzale, c’è il Sert, mentre nell’edificio D, quello sul lato di via Genova nei quali attualmente ci sono i magazzini, saranno sistemati l’accoglienza e soprattutto il centro unico dei prelievi che darà la possibilità ai cittadini di effettuare i prelievi del sangue senza appuntamento fino alle ore 11.

Nella palazzina E del Giovannini, quella sul fronte di via Cavour, andranno l’ambulatorio di odontoiatria, il laboratorio odontotecnico e alcuni ambulatori.

 

Malattie infettive. L’altra grande rivoluzione riguarda l’edificio 1 o ex malattie infettive. Qui, nel fabbricato nuovo che si trova immediatamente a sinistra entrando dall’ingresso di via Cavour, ci sarà la Casa della salute. Al piano terra saranno dislocate una serie di attività tra cui una Aft, (Aggregazione funzionale territoriale), ossia un ambulatorio integrato con medici di famiglia, guardia medica, specialisti e infermieri, che rimarrà aperta tutti i giorni dalle 8 alle 24.

«Nella nostra Asl sono già state formate 8 Aft; Prato in quewsto campo è avvantaggiata in quanto era già forte la spinta dei medici di base a lavorare insieme. Le Aft - aggiunge Poli - sono destinate a offrire tutta l’assistenza medica non di urgenza nell’arco di sedici ore al giorno. Al di fuori di quest’orario, visto che verrà abolita la guardia medica, per le urgenze si farà riferimento direttamente al 118». Accanto all’Aft avremo gli ambulatori di dermatologia e allergologia, il servizio di terapia del dolore.

Ai piani superiori l’altra grande novità della sanità toscana: le cure intermedie, ossia i reparti per pazienti non acuti che vengono dimessi dall’ospedale e che hanno bisogno, prima di tornare a casa, di un breve periodo (fino a un massimo di due settimane) di ricovero «leggero», ossia di una fase di osservazione o di continuità terapeutico-riabilitativa per cercare di recuperare la propria autonomia. Le cure intermedie avranno, per ora dodici posti letto per piano con l’obiettivo di arrivare a trentasei nell’arco di un paio d’anni.

Palazzina delle medicine. Il quarto polo della cittadella della salute sarà costituito, nella Palazzina dell medicine, dove sarà sistemato il centro ambulatoriale. Negli edifici che si trovano sul lato di via Santa Caterina verrà accorpata tutta la salute mentale, che attualmente è dislocata anche in via Torino e il servizio di neuropsichiatria infantile che ora è al Giovannini.

In un solo plesso saranno riunite le attività dedicate agli adolescenti, la psicoterapia, i servizi dedicati alle famiglie, il service psichiatrico, le attività dedicate alla prima infanzia e fisioterapia e ortopedia pediatrica. Inoltre, ci sarà spazio anche per le associazioni e cooperative che si occupano della materia e che dovranno integrarsi sempre di più con i servizi offerti dall’Asl.

Centro direzionale. Nella parte storica rimarrà il centro direzionale dove verranno accorpati tutti gli uffici: dalla direzione aziendale e sanitaria, all’area amministrativa e tecnica, all’Estav. In più, ci saranno spazi comuni e di servizio come bar e mensa.

Altri immobili. Accanto a questi quattro grandi poli l’attività sanitaria resterà in funzione, mantenendo le funzioni attuali, in altri tre immobili satellite ai tre punti cardinali del cuore della Cittadella: la Rsa «Rosa Giorgi» che può accogliere 18 anziani, l’Hospice, dotato di dieci posti letto, il Centro di prevenzione oncologica «Eliana Martini». Ancora da determinare, invece, è la dislocazione di Anatomia patalogica, una presenza che il dg Majno vorrebbe trasferire all’interno del nuovo ospedale. Un’esigenza dettata dalla necessità di rafforzare e valorizzare l’oncologia, anche se nel nuovo ospedale le sale operatorie saranno affiancate da un laboratorio per gli esami istologici.

 

Il grande buco. Proprio nel mezzo della Cittadella della Salute si aprirà, con la demolizione del Misericordia e Dolce, un grande spazio da riempire. Da riempire con un parco urbano, con strutture legate alla ricerca e all’innovazione, oppure alla cultura.

Oppure, come sarebbe previsto dall’accordo tra Comune e Regione, con una consistente edificazioni di spazi da riservare a commerciale e soprattutto residenziale. Proprio la mappa della nuova Cittadella della Salute apre ulteriori interrogativi sulla destinazione dell’area e la sua integrazione sia con i servizi sanitari che con il resto della tessuto urbano.

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