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Nel futuro l’oncologia o il parco del centro, purché resti pubblico
Si scalda il dibattito tra i cittadini sul destino dell’ex ospedale. In tanti vogliono partecipare e sul nostro sito è nato un blog
PRATO. Nel futuro del Misericordia e Dolce c’è un’unica certezza: quando l’ospedale sarà trasferito a Galciana, le vecchie strutture non potranno rimanere così come sono. Vuote e senza funzioni diventerebbero in breve un inno all’incuria, esposte al degrado e al rischio della criminalità. Per questo occorre, con la massima urgenza, un progetto capace di reinterpretare l’utilità di quest’area strategica.
Su quale sia il progetto migliore, però, la discussione è totalmente aperta. Non si può dire infatti che manchino le proposte: ci sono quelle dei cittadini pratesi che hanno scritto nel database online all’indirizzo www.ideascale.com/misericordiaedolce. Idee che sono state discusse anche nel corso di un dibattito pubblico, organizzato dal Tirreno e dalla Provincia il 24 luglio al Giardino Buonamici. Tante le voci e le proposte, unite da un unico, solido filo conduttore: quell’area dovrà continuare a svolgere una funzione pubblica e al servizio della collettività.
Proposte che quindi si scontrano con il progetto presentato dalla Regione che al posto degli edifici dell’ex ospedale immagina un’operazione immobiliare di carattere residenziale, con l’obiettivo di recuperare almeno in parte (20-25 milioni di euro) l’investimento sostenuto per costruire il nuovo presidio di Galciana.
Tra i progetti più gettonati c’è certamente la costruzione di un polo oncologico, un’idea su cui premeva anche il Comune di Prato e intorno alla quale si è costituito anche un comitato, ma che al momento non trova sponde in Regione. Un’altra proposta è la creazione di un parco urbano al servizio del centro storico. A rilanciarla nel database è, tra gli altri, Vittorio Giugni dell’associazione Liber@mentePrato, che scrive: «Non v'è chi non veda come l'area debba essere trattata con la considerazione che questa eccezionale posizione merita. Niente di meglio che prevederne la destinazione ad area a verde pubblico».
«Facciamoci una FabLab - scrive Marco Dal Tongo - un luogo dove mettere a disposizione macchine e servizi per la fabbricazione digitale, e spazi di coworking dove i giovani condividono l'ambiente di lavoro, servizi ed esperienze».
«Mi piace immaginare - è un’altra voce nel database, quella di Leonardo Borsacchi - l’area del Misericordia e Dolce come un campus universitario a disposizione dei giovani, che contribuisca ad accrescere le loro conoscenze».
In molti poi vorrebbero affiancare alle funzioni sanitarie che l’area comunque manterrà uno spazio per il tempo libero e per i giovani. Come Michele Del Campo, che propone di realizzare la “Città dei giovani”. Del resto anche la Provincia propone uno spazio al servizio delle nuove generazioni e della creatività. Mentre l’architetto Valerio Barberis vede un polo del riuso che coinvolga l’università e comprenda un incubatore di imprese e un’area espositiva.
Le idee sono 32 e meritano tutte di essere approfondite. Per questo è online un blog che le classifica per argomento. Così il dibattito può continuare, perché - come unanimemente sottolineato - l’occasione di riqualificare il Misericordia e Dolce, Prato non può perderla.
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