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Fattoria Medicea all’asta Si confida nella Regione
L’amministrazione comunale spinge perché l’edificio rinascimentale possa diventare pubblico e ospitare un centro di eccellenza agroalimentare
PRATO. Il Comune ci spera. Certo i rapporti col presidente Enrico Rossi, vedi aeroporto di Peretola, non sono proprio idilliaci, ma forse, chissà, proprio in un’ottica di compensazione, l’idea che la Regione Toscana possa partecipare alla prossima asta della Fattoria Medicea delle Cascine di Tavola, non è poi così peregrina. O, almeno, è un’ipotesi sulla quale l’amministrazione comunale di Prato sta lavorando da diversi mesi. «I contatti con la Regione sono stati avviati da tempo - spiega il vicesindaco Goffredo Borchi - il punto di partenza è che a causa della spending review noi siamo impossibilitati ad un investimento di questo genere. Credo però che, visto l’interesse pubblico che riveste questo edificio, vi siano i presupposti perché la Regione possa muovere i suoi passi per giungere all’acquisizione di questo importante complesso rinascimentale».
Comprare la Fattoria Medicea, attualmente in totale abbandono, per farci che cosa? «Il progetto che abbiamo esposto alla Regione e che ha trovato ascolto - chiarisce Borchi - è quello di creare un centro regionale di eccellenza agroalimentare in stretto collegamento con la facoltà di Agraria dell’Università di Firenze. Un progetto che, ne siamo certi, è destinato a trovare una sponda nella Comunità Europea che potrebbe intervenire con fondi per il restauro. Il recente riconoscimento ottenuto dalle nostre due ville medicee, quella di Artimino e quella di Poggio a Caiano, entrate a far parte del patrimonio dell’Unesco,ci può essere senz’altro di aiuto. In Europa il nome dei Medici riscuote moltissimo interesse». C’è poi la questione del Parco della Piana. La valorizzazione della Fattoria Medicea, e dei terreni agricoli che la circondano, rientrerebbe in quanto previsto dalla Regione. Un disegno, visto quanto previsto con l’ampliamento dell’aeroporto di Peretola, troverebbe più concretezza, fa capire Borchi, nella nostra zona più che in quella fiorentina.
Insomma, la Fattoria Medicea in mano pubblica avrebbe un futuro quasi già scritto. Lastricato di incognite invece, viene fatto capire, quello che del privato. «Non credo che l’immobile alla luce di quanto avvenuto, mi riferisco all’intervento della magistratura, possa essere più appetibile - commenta Borchi - e questo perché la speculazione che era stata garantita con la destinazione ad albergo e a miniappartamenti, oggi non sarebbe più possibile». L’esperienza della Fattoria Medicea Srl, che si è ritrovata con un fallimento da venti milioni di euro e impossibilitata, alla fine, anche a mettere in sicurezza gli edifici (la Cascina e l’ex Scuderia), insomma dovrebbe servire da monito per eventuali investitori privati. Soprattutto se si considera che il progetto finale, quello poi finito sotto inchiesta, aveva ottenuto tutti i nulla osta possibili e immaginabili. Soprintendenza per i Beni architettonici in primis.
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