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Prato, alle Badie scoppia la protesta contro il nuovo distributore di benzina
Esposti striscioni contro il progetto destinato a nascere nell’area ex Banci. Si teme che il nuovo impianto riduca il verde e porti più traffico. L'assessore Caverni: "La proposta dell'impianto al momento è stata bocciata"
PRATO. Giù le mani dalla terra e dal verde. No a un nuovo distributore di carburanti, tanto più se a 200 metri ne sorge un altro sulla Declassata. A farsi sentinelle dell’ultimo lembo di terra attaccato al parco dell’ex Banci, dove la ditta Oilfin srl ha chiesto le autorizzazioni comunali per costruire un impianto di carburanti, sono i cittadini della zona della Badie e di via delle Fonti che sul tardo pomeriggio di ieri, complice la passeggiata con i cani al fresco (a due passi sorge l’area di sgambatura, la più grande di Prato, ampliata di recente dopo una petizione) hanno sventolato striscioni contro il progetto del nuovo distributore che vedrebbe la luce di fronte al fabbricato dell’Enel.
«Non si vuole capire che la terra è un bene prezioso», lamenta Daniele Santini, uno degli animatori della protesta che sfocerà in un'altra petizione. «Vuoi che con un altro distributore non aumenti poi il traffico lungo questa stradina secondaria che corre parallela alla Declassata?», ammonisce Giordano Boddi.
I cittadini si sono rivolti alla presidente della circoscrizione Sud, Luisa Peris, che si è prontamente attivata con gli uffici preposti in Comune per capire l’esatta localizzazione dell’impianto anche se il primo esame della richiesta di permessi, in sede di Conferenza dei servizi, non sarebbe andato a buon fine per l’azienda che ha presentato le carte, proprio a causa della vicinanza con l’altro distributore al McDonald.
A soffiare vento sul fuoco è l'assessore allo Sviluppo economico Roberto Caverni che ammette sì l'esistenza di una richiesta di permesso inoltrata agli uffici dello sviluppo economico. "Ma - ribatte - qui si sta facendo il processo alle intenzioni. C'era una proposta per un nuovo impianto sulla Declassata ma è stata al momento bocciata per mancanza di dimensioni perché non conformi al piano di distribuzione carburanti approvato due anni fa dalla giunta".
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