Il Tirreno

Prato

Quando innovare non è sinonimo di avere successo

di Barbara Burzi
Quando innovare non è sinonimo di avere successo

«Questo distretto non è più in grado di scommettere su idee nuove oppure su attività ritenute finora innovative»

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PRATO. Pannolini biologici e pavimenti tecnici non convincono gli imprenditori pratesi. Nessun imprenditore al momento intende investire in questi due prodotti, che pur esulando dal core business del distretto pratese, hanno fatto la fortuna delle aziende che li rappresentano finché la crisi non ci ha messo lo zampino. Le difficoltà economiche hanno travolto non solo le imprese tessili del manifatturiero tradizionale, ma anche chi ha puntato su attività particolarmente innovative: dallo scorso primo marzo la società Wip, leader nella ricerca bio per uso igienico-sanitario, risulta in liquidazione e 13 persone sono rimaste senza lavoro; la stessa sorte è toccata alla Teknofloor, 24 dipendenti, un’eccellenza internazionale nella produzione di pavimenti sopraelevati attraversata da una grave crisi che l’ha portata al fallimento. Due esempi di imprese balzate più volte agli onori delle cronache per la loro forte connotazione innovativa, su cui però la città non è pronta a scommettere: finora non si sarebbero fatti avanti imprenditori con proposte interessanti a tal punto da trasformarsi in acquisizioni per nessuna delle due società, nonostante continuino ad arrivare ordini e si possa usufruire dei vantaggi derivanti dalla condizione di cassa integrazione in cui si trovano i lavoratori. Il rischio è di vedere smembrare le società vendendo per rivenderla a pezzi se nessuno si farà avanti disposto a investire su tutto il pacchetto. A sollevare il problema una provocazione dei sindacati: «Cosa sta succedendo alla città? – si domanda Chiara Malinconi, sindacalista a capo della Femca-Cisl - Questo distretto non è più in grado di scommettere su idee nuove idee oppure attività ritenute finora innovative non lo erano poi così tanto?» E’ anche vero che per le aziende non appartenenti ad alcuna associazione di categoria è molto più difficile attirare la dovuta attenzione mediatica e quindi sollecitare l’interesse di investitori. La società Wellness Innovation project (Wip) dell’imprenditore pratese Marco Benedetti non ha retto alla crisi. Il ricorso al cotone biologico e ai materiali tessili trattati in maniera ecosostenibili per realizzare pannolini lavabili e biodegradabili in sintonia con il rispetto per l’ambiente e reperibili sugli scaffali di note catene della grande distribuzione nonché disponibili ne nidi montemurlesi grazie a un accordo con il Comune, non è bastato a convincere gli istituti di credito: a fronte di una carenza di liquidità della società pratese, sarebbe mancato il sostegno delle banche che hanno chiuso i rubinetti del credito. Dopo la pausa estiva, il prossimo 22 settembre, l’azienda con stabilimento produttivo in provincia di Arezzo, andrà a concordato. Nel frattempo il curatore concordatario, il commercialista Gianni Manto, chiede di alzare l’attenzione mediatica su questa operazione non nascondendo il dispiacere per la mancanza di interesse verso quest’attività. «Siamo nella fase finale – afferma – il Tribunale di Prato ha dato 120 giorni di tempo per presentare il piano industriale, ma finora non abbiamo ricevuto alcuna proposta interessante. Diversi contatti e solo una trattativa in corso, vedremo. Il periodo non è senz’altro favorevole, gli imprenditori che avrebbero la possibilità di investire in quest’attività preferiscono tenersi i soldi in tasca. E’ andata male anche con aziende sinergiche». Lo scorso 19 luglio è scaduto il bando per la vendita della Teknofloor (a Prato ha realizzato i pavimenti per la biblioteca Lazzerini e per la Camera di Commercio) che sarà a breve ripubblicato. Il curatore fallimentare fa sapere che «gli ordini ci sono e che i dipendenti sono tutti in Cassa integrazione».

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