Italia
«La crisi non aiuta ad essere coraggiosi»
«Diversificare la propria attività imprenditoriale investendo in altre imprese? Non è il momento». Così si può riassumere il pensiero del presidente degli industriali pratesi Andrea Cavicchi riguardo...
«Diversificare la propria attività imprenditoriale investendo in altre imprese? Non è il momento». Così si può riassumere il pensiero del presidente degli industriali pratesi Andrea Cavicchi riguardo la difficoltà di trovare un potenziale acquirente per imprese considerate finora tra quelle a più alto contenuto innovativo. Non ne fa una questione di validità di prodotto. Il fatto è che la crisi fa tremare le gambe degli imprenditori più coraggiosi.
«In un momento come questo gli imprenditori non se la sentono di rischiare più del dovuto e preferiscono rimanere nel proprio core business senza sperimentare niente di diverso – spiega – anche perché far partire nuove imprese significa portare via tempo e risorse all’attività principale. Ora come ora ha più senso cercare di diversificare nell’ambito del proprio prodotto investendo in aziende complementari e sinergiche». Sono finiti, secondo Cavicchi, i tempi in cui c’era la volontà di scommettere in nuove avventure. «Il punto è che non si crede più nell’impresa (la pressione fiscale ha fatto la sua parte) – dice - molti continuano a finanziare la propria azienda, manca semmai la volontà di investire in altre attività che portano distrazione». C’è poi un problema di accesso al credito che impedisce alle piccole imprese di stare a galla pur avendo lanciato sul mercato prodotti particolarmente innovativi. «Occorre individuare nuove forme di finanziamento per aiutare le aziende ad investire».
Insomma, secondo il presidente degli industriali, in questo momento mancherebbero le condizioni per essere invogliati a sperimentare in settori nuovi e potenzialmente produttivi.
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