Il presidio
Conti tenuti in ordine grazie alle multe
Il consiglio comunale approva 21 voti a 20. La spesa pubblica aumenta di 6 milioni. Cenni: «Non potevamo fare di più»
PRATO. Le sorti finanziarie del Comune appese alle multe non riscosse degli anni passati per 20 milioni di euro e ad altri 6 milioni derivanti dalla seconda tranche dell'accordo con Estra. Le entrate una tantum salvano il bilancio preventivo – approvato secondo i numeri pronosticati: 21 favorevoli, 20 contrari – e consentono all'amministrazione Cenni di trovare almeno sulla carta una posizione d'equilibrio. Dovendo fare a meno dei trasferimenti statali, falcidiati da 25 milioni ad appena 700 mila euro – una miseria – l'assessore al bilancio, Adriano Ballerini ha dovuto spingere al massimo le due leve a disposizione dell'ente nell'ennesimo anno di austerity: l'aliquota Imu su seconde case e immobili adibiti ad attività produttive (fondi commerciali e capannoni industriali, per intenderci), innalzata dal 7,6 al 9,6 per mille, e la riscossione di vecchi crediti vantati dall'erario comunale verso i cittadini morosi e le partecipate.
L'imposta che colpisce gli immobili garantisce un gettito – stimato dalla società di riscossione Sori – pari a 74 milioni di euro. Per entrare nell'ordine delle misure, l'intera addizionale Irpef vale 10 milioni di euro, mentre per la Tares l'introito ammonta a poco meno di 45 milioni. Su Imu e Tares l'assessore nel corso del dibattito ha annunciato una conferma e una buona notizia per il contribuente. Per l'Imu l'amministrazione si è impegnata a rinnovare il fondo per le agevolazioni sulle abitazioni principali per 200 mila euro – il rimborso già realizzato dall'ente per l'imposta sulla prima casa incassata l'anno scorso – e un altro dedicato appositamente per gli immobili produttivi per 3 milioni di euro.
L'opposizione, per voce del Pd avrebbe voluto una modifica più stringente, penalizzando la rendita e premiando gli immobili affittati a beneficio dell'industria pratese. L'emendamento, invece, è stato respinto per la mancanza di copertura finanziaria segnalata prontamente dalla ragioneria.
Uguale attenzione è stata riservata alla Tares, con sconti fiscali previsti per famiglie disagiate e portatori di handicap. Sul fronte delle entrate, tuttavia, i dubbi si innescano sul peso determinante delle multe: 9 milioni da elevare quest'anno, 19,8 da recuperare negli anni scorsi. «Si erano scandalizzati tanto quando si insediarono per l'entità delle multe non riscosse iscritte a bilancio e ne fanno uno di fine mandato che ne è pieno zeppo», ha polemizzato il capogruppo del Pd, Massimo Carlesi.
Per incamerare, invece, i 6 milioni da Estra il Comune dovrà prima attendere la soluzione del contenzioso legale che vede giunta Cenni e vertici della multiutility fronteggiarsi sulla legittimità della messa a gara della distribuzione del gas.
Sul fronte della spesa le uscite in conto corrente lievitano a 199 milioni di euro. Apparentemente in netta crescita rispetto ai 167 impegnati nel consuntivo del 2012. «In realtà – ha provato a sgombrare il campo da equivoci, l'assessore al bilancio Ballerini – continua anche quest'anno la politica di contenimento della spesa». Togliendo i fondi per agevolazioni e svalutazioni, ad ogni modo, la cifra calerebbe a 173 milioni, 6 in più rispetto a un anno fa. Corposo il capitolo per gli investimenti. Nella relazione dell'assessore sono previsti per oltre 71 milioni, coperti per 13 milioni con nuovo indebitamento.
A difendere la bontà della politica contabile della giunta è in primis il sindaco, che ha voluto rivendicare i meriti del suo governo: «Con le poche capacità pubbliche a disposizione non potevamo fare di più. Nonostante le ristrettezze riusciamo a pagare tutti i nostri fornitori entro 46 giorni dalla registrazione delle fatture. Abbiamo passato dal 2009 molte nottate in bianco per evitare alla città di spendere 43 milioni di euro per ricomprare l'ospedale o 36 milioni per il polo espositivo all'ex Banci».
La seduta non ha riservato sorprese. La maggioranza è riuscita a fare quadrato attorno ai suoi numeri strettissimi. Anche se un comunicato dell'ex consigliere comunale Venanzio De Rienzo metteva in discussione la validità della seduta: «Se le dimissioni da presidente del consiglio non sono ratificate, Bettazzi non poteva essere presente». Ipotesi smentita dall'ufficio di presidenza: «È un consigliere comunale e ha diritto di voto al pari di qualsiasi altro membro».
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