Finanza, controllate nove ditte, ma solo una era in regola
Tra Firenze e Prato sanzioni per 55mila euro nei confronti di cinque ditte che avevano oltre il 20% dei dipendenti in nero
PRATO. Scoperti 24 lavoratori "in nero" - tra cui un immigrato irregolare - e uno assunto in modo non regolare, sequestrati un immobile e 10 macchinari, denunciato un cittadino cinese e sospesa l'attività di cinque aziende colpite da maxisanzione per aver impiegato al nero oltre il 20% dei lavoratori.
Questo il bilancio dei controlli eseguiti ieri da guardia di finanza di Firenze e Prato, ispettorato del lavoro e direzione territoriale del lavoro in alcuni capannoni industriali di Lastra a Signa, Vinci, Castelfiorentino e Prato. Complessivamente sono state controllate nove ditte, una sola delle quali è risultata in regola.
A seguito delle verifiche, la direzione territoriale del lavoro ha emesso nei confronti delle aziende sanzioni per 55.000 euro. Al vaglio la posizione amministrativa di altri cinque lavoratori e le posizioni fiscali e amministrative di tutte le società, oltre alla regolarità dei contratti di locazione dei capannoni. Secondo quanto spiegato in una nota diffusa dalla gdf, «il dispositivo di controlli ai cosiddetti capannoni alveari, intensificato nel periodo estivo», dal giugno del 2013 ha permesso di effettuare complessivamente verifiche in 16 aziende nelle province di Firenze e Prato, con la scoperta di 48 lavoratori in nero e la denuncia di 23 cittadini cinesi. Sequestrati otto immobili, per un valore di oltre 4 milioni di euro, e 289 macchinari da cucito. Emesse infine sanzioni per 84.000 euro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
