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Opere della collezione di Palazzo Alberti a Prato, il braccio di ferro continua

Opere della collezione di Palazzo Alberti a Prato, il braccio di ferro continua

Gestri scrive a Lapi Ballerini e Marino: "Necessario valutare attentamente la legittimità dello smembramento della galleria"

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PRATO. Dalla Provincia sta partendo un'altra lettera per difendere la preziosa collezione di Palazzo Alberti dal pericolo di smantellamento per mano della Banca popolare di Vicenza, proprietaria delle opere. La missiva, firmata dal presidente Lamberto Gestri, viene inviata a Isabella Lapi Ballerini, direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Toscana, e ad Alessandra Marino, soprintendente ai beni architettonici, paesaggistici e storico-artistici per le province di Firenze Prato e Pistoia. E' un vero e proprio appello a intervenire.

LE OPERE VALGONO 15 MILIONI

La richiesta che arriva dal presidente della Provincia ai vertici dei Beni culturali della Toscana è infatti quella "di valutare attentamente sotto il profilo della legittimità e della coerenza con il Codice dei Beni culturali quello che sta avvenendo per la collezione di Palazzo Alberti". Anche in questo caso, come per la lettera con richiesta di incontro per il presidente della Banca Popolare di Vicenza, Gianni Zonin (che peraltro non ha ancora ricevuto risposta), il testo viene inviato - per conoscenza - anche al ministro della Cultura Massimo Bray.

LA PETIZIONE: FIRMA PER I QUADRI

Allegato alla lettera c'è il parere, "autorevole", dell'avvocato Mauro Giovannelli, esperto di diritto amministrativo, pubblicato dal settimanale Toscana Oggi, dove viene valutata attentamente la situazione alla luce del Codice dei beni culturali del 2004 e di un parere del consiglio di Stato del maggio 2011 per concludere che la collezione ha lo stato di "bene culturale", in quanto acquisita in origine dalla Cassa di risparmio di Prato come ente pubblico economico, e che pertanto non può essere smembrata anche se c'è stato un cambio di proprietà con l'acquisizione da parte di un'azienda bancaria.

LA FOTO DELLE OPERE CHE NON TORNERANNO A PRATO

«Le notizie degli ultimi giorni sono preoccupanti. Ci sarebbero altre dieci opere - dopo il Bellini, il Caravaggio e il Lippi - per cui la banca ha chiesto il trasferimento da Prato senza certezza del rientro", afferma Gestri. Il presidente sottolinea, ancora una volta, che la collezione "di proprietà della Banca popolare di Vicenza rappresenta un patrimonio per il territorio pratese e costituisce un elemento culturale identitario della comunità locale". Nel corso dell'ultima seduta del consiglio provinciale Gestri ha affrontato di nuovo la vicenda. Rispondendo a un quesito del consigliere provinciale dell'UDC, Francesco Querci, Gestri ha ricordato la mobilitazione di Provincia, Comuni e categorie economiche per difendere - presso la Banca popolare di Vicenza - il legame tra la collezione e la comunità pratese.

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