Italia
Nuovo ddl: Prato rimane Provincia ma con scarsi poteri
E si riapre il rischio che Poggio a Caiano e Carmignano decidano di andare con Firenze. Basta un voto in consiglio e un referendum
PRATO. È stato approvato dal Consiglio dei ministri il disegno di legge che riguarda le città metropolitane, Province, Unioni e fusioni di Comuni e che ne rivede e ne svuota in parte i poteri in vista dell'abolizione dalla Carta Costituzionale.
Il provvedimento, in attesa di una eventuale riforma costituzionale prevede che "le province diventino enti territoriali di secondo livello". La Provincia cessa quindi di essere l'ente che è stato fino ad oggi e sarà guidato da organismi non eletti.
Nei fatti Prato rimarrà provincia e non sarà unificata alla città metropolitana di Firenze ma continuerà a esistere anche se con poteri assai ridimensionati.
"Si ritorna - è il commento amareggiato del presidente della Provincia Lamberto Gestri - alle questione che erano state riproposte da Monti. Si è intervenuti con parzialità, senza attenzione alla situazione generale e, secondo me, anche andando incontro a una valutazione negativa della Corte costituzionale»
«L’errore più grave però- sempre secondo Gestri - è quello politico: si destabilizzano le Province senza metterle in condizione di rispondere alle esigenze dei cittadini. Un ddl che serve a farsi belli come le code per i pavoni. Invece i problemi sono altri e c’è bisogno di una riorganizzazione organica delle istituzioni dello Stato».
«Per quanto riguarda Prato, come per le altre province, sarà depotenziata e rimarrà con il grosso punto interrogativo di capire dove andranno funzioni essenziali come il lavoro e la formazione. Di sicuro ci sarà una situazione di incertezza e confusione».
Detto questo è scongiurata un accorpamento con Firenze città metropolitana ma «i Comuni confinanti, Carmignano e Poggio o per assurdo la stessa Prato, potranno aderire alla città metropolitana con un passaggio in consiglio comunale e un referendum».
Un’opzione tutt’altro che improbabile se i cittadini dovranno trovarsi a scegliere tra una città con pieni poteri (come Firenze o Roma, Torino - per fare degli esempi) e un caos. Almeno inizialmente.
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