Il Tirreno

Prato

Un appello di tutta Prato alla Popolare di Vicenza che apre uno spiraglio

Un appello di tutta Prato alla Popolare di Vicenza che apre uno spiraglio

Tutte le istituzioni e le categorie economiche della città scrivono a Gianni Zonin per chiedergli di non smembrare la Galleria degli Alberti
LA PETIZIONE: FIRMA PER LA RESTITUZIONE DEI QUADRI

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. La città risponde unita alle scelte della Banca popolare di Vicenza che, di fatto, sta smembrando la collezione d'arte di Palazzo Alberti e dopo giorni di silenzio dal Veneto arriva una prima timida apertura.

"In merito alla richiesta d’incontro con i vertici della Banca Popolare di Vicenza formulata dalle autorità della Provincia, dei Comuni e di alcune fra le principali associazioni di categoria pratesi, anticipata oggi da alcuni media,  - si legge in una nota della Bpv - vi è certamente la disponibilità ad invitare e incontrare le autorità pratesi presso la sede della Banca Popolare di Vicenza. Al momento non risulta pervenuta in Presidenza nessuna lettera. Al suo arrivo, sarà sicuramente inviata al Presidente, in questi giorni fuori Banca anche per motivi di lavoro, per organizzare un incontro”

L'apertura giunge dopo la missiva, indirizzata al presidente della Banca Popolare di Vicenza Gianni Zonin, da parte del presidente della Provincia Lamberto Gestri, del sindaco di Prato Roberto Cenni, dei sindaci degli altri sei Comuni del territorio, dei presidenti di Camera di commercio, Unione industriale, Cna e Confartigianato. Nella lettera i massimi rappresentanti pratesi avevano rivolto una richiesta ufficiale di incontro.

Questo il testo della lettera a Zonin:

«Siamo a scriverle a proposito della Raccolta di opere d'arte di Palazzo Alberti, proprietà della Banca popolare di Vicenza e, riteniamo, patrimonio del territorio pratese - si legge nel testo - Tale preziosa collezione, di cui la banca da lei presieduta a buon diritto recla-ma la piena disponibilità, costituisce un complesso artistico che contribuisce a definire l'identità culturale del nostro territorio e, in quanto tale, rappresenta comunque una risorsa comunitaria da preservare e mettere in valore».

«Partendo da questo assunto - prosegue la lettera - chiediamo che la Banca popolare di Vicenza dimostri l'attenzione che la raccolta in questione e i pratesi meritano, salvaguardando in ogni modo il legame territoriale tra la quadreria e Prato. La invitiamo a non di-menticare l'alto valore simbolico che le decisioni dell'istituto potrebbero assumere in relazione al rispetto della dignità della comunità pratese».

«Alla luce di quanto premesso - si conclude - siamo a chiederle un incontro che dia l'opportunità, senza ledere i legittimi diritti di proprietà, di ristabilire positive relazioni tra la Banca Popolare di Vicenza e la comunità pratese».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino