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Opere d’arte, la città si ribella alla BpV
Ciardi di Giovani e Famiglia: «Un appello ai parlamentari perchè facciano quadrato contro la banca". LA PETIZIONE: una firma per chiedere alla banca di restituire i quadri
PRATO. «La vicenda delle opere d'arte della galleria di Palazzo degli Alberti rischia di rappresentare non solo uno dei momenti più tristi ed oscuri della storia culturale recente della nostra città ma anche un pericoloso campanello d'allarme per scenari futuri; una vicenda particolarmente ricca di significati perché avviene proprio quando le forze di governo cittadino hanno cercato di far passare una "non meglio determinata idea di pratesità", elevandola a punto cardine del loro programma». Eccola la presa di posizione di Filippo De Rienzo del Pd.
«Così, quando più ci si sarebbe aspettati una difesa senza quartiere di questo patrimonio, legittimamente posseduto dalla Banca Popolare di Vicenza, si scopre che non solo le opere d'arte rischiano di non tornare a Prato ma anche, nelle parole del presidente Zonin, che potrebbero essere vendute senza nemmeno informare la città. Eppure il turismo è da più parti invocato come una possibile risorsa per il futuro della città: quale turismo viene da chiedersi, se lasciamo che parte del patrimonio artistico se ne vada? Probabilmente le ragioni che hanno portato a questa situazione sono molteplici e complesse e non ne è estraneo il mancato rinnovo del vincolo pertinenziale da parte della Fondazione, che avrebbe reso più difficile se non impossibile l'alienazione delle opere stesse. Anche questo motivo è tuttavia sintomo della attenzione con cui da più parti si guarda con occhio maldestro e distratto alle implicazioni che certe scelte possono avere sul futuro di Prato e dei suoi cittadini».
Andrea Bonacchi del Pdl commenta: «Posso però sperare che tutte le istituzioni si coalizzino per far sentire alta e forte la voce di Prato per scongiurare l'ipotesi che il presidente di Bpv Zonin non fornisca risposte precise circa la data di ritorno della incoronazione di spine del Caravaggio e del Crocifisso del Bellini nel suo luogo più naturale, ossia a Prato. Serve quindi un'azione politica forte e congiunta. Una prima occasione potrebbe essere Giovedì prossimo, quando sia il consiglio provinciale che quello Comunale si riuniranno: un atto forte, da parte di entrambi, volto a tutelare la Galleria di Palazzo Alberti è quanto mai urgente e doveroso. E la sera, mentre è stata organizzata la manifestazione “no pista”, spero che Cenni e Gestri possano trovare uno spazio anche per questa che è ancor più un'emergenza, trattandosi di un vero e proprio saccheggio di opere d'arte, un danno per certi versi incalcolabile per il patrimonio storico, artistico e culturale del nostro territorio. In questo senso ho scritto al Sindaco e al Presidente della Provincia, Cenni e Gestri, nonchè ai Presidenti del Consiglio provinciale e comunale, Maroso e Bettazzi, per sensibilizzarli sul tema: quella di Giovedì sera potrebbe essere una prima occasione per farci sentire e avviare con un'univoca voce del popolo il percorso del rientro dei nostri capolavori nella loro città».
Anche Sandro Ciardi della la lista civica Giovani e famiglia denuncia "l'arroganza e la sfacciataggine di Bpv riguardo ai quadri Pratesi.Senza dubbio la banca è proprietaria dei quadri, é altresì vero che i quadri erano alla galleria Alberti e li devono rimanere.L'atteggiamento Bpv la dice lunga sulla serietà dell'istituo e dell'attenzione che pone al territorio di Prato. Ogni altro commento - conclude Ciardi - é superfluo. Aggiungiamo solo un appello al parlamentare pratese Edoardo Nesi, affinchè insieme agli altri parlamentari Mazzono, Biffoni e Mazzoni , faccia quadrato contro lo squallido comportamento di Bpv".
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