Il presidio
Caso Bettazzi-Bcc, il consigliere Pd Simone Mangani chiama in causa il sindaco
In una nota scrive: “Nella commissione Controllo e garanzia è emerso che Roberto Cenni sapeva dell’intermediazione del presidente del consiglio con il Credito Cooperativo, due società per altro partecipate direttamente o indirettamente dal Comune di Prato”
PRATO. Caso Bettazzi-Bcc: è il consigliere comunale Pd Simone Mangani a ribadire la necessità delle dimissioni del presidente del consiglio Maurizo Bettazzi e a chiamare in causa, nuovamente, le responsabilità del sindaco Roberto Cenni “che sapeva dell’intermediazione del presidente del consiglio tra Asm e Bcc, due società partecipate direttamente o indirettamente dal Comune di Prato”.
“Nel corso della commissione controllo e garanzia - scrive Mangani ina una nota - sono emersi numerosi fatti. In primo luogo, il Pdl ha tentato di far svolgere la commissione in seduta segreta (ossia di vietarla ai media, ovvero alla città). Tentativo miseramente fallito. In secondo luogo, è emerso che il sindaco sapeva dell’intermediazione svolta da Bettazzi fra Asm e Bcc, due società, entrambe, direttamente o indirettamente, partecipate dal Comune di Prato. In terzo luogo, è emerso che le società riconducibili al presidente Bettazzi hanno svolto intermediazione anche per Asm Servizi srl. In quarto luogo, è emerso che Asm, senz cercare altri intermediari, si è rivolta direttamente alle società ricondubili al presidente Maurizio Bettazzi. In quinto luogo, è emerso che Asm avrebbe al tempo risolto il problema del conflitto d'interesse con un parere legale – non è ancora dato sapere in quale data certa sia stato reso – richiesto ad un professionista di Firenze. In sesto luogo, è emerso che l’operazione con Bcc è passata dal cda di Asm ma che – al contempo – lo stesso cda mai si è occupato dell’intermediazione finanziaria connessa, così che dell’intermediazione delle società di Bettazzi erano a conoscenza: il sindaco Cenni, il presidnte di Asm Canovai e il direttore Gensini. Oltre all’avvocato di Firenze incaricato del parere, si presume. In settimo luogo, è emerso che tra il presidente Canovai ed il vice-presidente Antonio Rancati (Pdl) è finito l'amore e anzi volano gli stracci. Fatti, tranne l'ultimo, assolutamente meritevoli di approfondimento, in sede istituzionale e politica. Fatti sufficienti per chiedere conto al sindaco e per insistere nella richiesta di dimissioni del presidente Bettazzi, portatore di conflitto di interesse e che nulla a che fare con l’indagine penale in corso”.
“Fatti sufficienti - continua Mangani - per richiedere che i vertici di Bcc dicano la loro, giacché si tratta di una Banca della quale il Comune di Prato,indirettamente, ovvero tramite Asm, detiene una piccola quota del capitale sociale. Fatti sufficienti affinché il sindaco dica la sua in modo formale non rimandando ulteriormente un consiglio comunale che peraltro si dovrà tenere entro la prima settimana d’agosto per le intervenute dimissioni di un consigliere”.
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