Il presidio
Prato/ Civati: se condannano Berlusconi la finiamo con questo governo
Bagno di folla per il candidato segretario che vorrebbe un governo breve e chiama Grillo: "Non mi fido di Berlusconi, Beppe voti una nuova legge elettorale insieme a noi"
PRATO. Se la Cassazione, il 30 luglio, confermasse la condanna per evasione fiscale a Silvio Berlusconi "è chiaro che dovremo finirla con questo governo". E' stato questo uno dei passaggi più applauditi nel discorso di Pippo Civati, candidato segretario del Pd, alla Festa democratica in corso a Maliseti, lunedì sera.
Il deputato di Monza, reduce da un giro in diverse città toscane, è arrivato con un po' di ritardo ma poi non si è risparmiato, fino alla mezzanotte. Se l'appuntamento serviva anche per misurare le sue ambizioni, può dirsi soddisfatto: c'era molta più gente ad ascoltare lui di quanta ce ne fosse venerdì ad ascoltare il segretario Guglielmo Epifani.
Civati ha ricordato di essere stato uno dei tre deputati che non ha votato la fiducia al governo Letta e ha chiosato: "Stiamo al governo con Alfano e poi sono io quello strano perché ogni tanto parlo con qualcuno del M5S". Ma il tono generale della serata non è stato particolarmente polemico, se non alla fine nei confronti del "giovane turco" Matteo Orfini: "Dice che sono uno sciacallo, allora lui è un po' pirla...". E di Giuliano Amato: "Chiedetegli come si fa a prendere due o tre pensioni...".
Duro il giudizio sulla Lega dopo il caso Calderoli-Kyenge ("razzista in maniera istituzionale") e accomodante su Matteo Renzi: "Il suo talento non va mortificato, va giudicato, ma anche lui non faccia la vittima e ci spieghi bene cosa vuole". Quando inevitabilmente gli chiedono delle sue differenze con l'ex rottamatore dice che sbagliò ad andare ad Arcore e rispetto a Renzi, lui non metterebbe mai in discussione il ruolo del sindacato. Quanto al governo, Civati vorrebbe che durasse il meno possibile e facesse le cose che aveva promesso di fare all'inizio. "Ma non si può stare un anno a discutere della legge elettorale, non mi fido di Berlusconi. Grillo ha perso un'occasione perché il 25% non lo riprende più, e allora voti insieme a noi una nuova legge elettorale".
Sul congresso il candidato segretario ha fretta. Non si può tirare troppo per le lunghe il dibattito sulle regole, sostiene. E sulle elezioni amministrative a Prato non ripete quanto detto da Epifani ("è tempo di riprendere questa città") ma scherza: "Se non rivincete qui vi mandiamo Zoggia (il responsabile organizzativo del partito, ndr)".
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