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Catturavano gamberi protetti: denunciati due pescatori di frodo
I due, cinesi, sono stati fermati dalla polizia provinciale a Vernio: usavano esche contenenti sangue e ne avevano già presi una quindicina
PRATO. Stavano catturando illegalmente, senza licenza di pesca e mediante l'utilizzo di sostanze contenenti sangue, gamberi di fiume (Austropotamobius pallipes), specie protetta dalla legge regionale sulla pesca. Gli agenti della polizia provinciale hanno sorpreso due uomini di nazionalità cinese che ne avevano già catturati 15.
Il fatto è accaduto qualche giorno fa, lungo il Fosso di Rio Maggiore, un corso d'acqua classificato a salmonidi che scorre presso Poggio di Petto, a circa 1.000 metri di altezza, e si immette nel torrente Fiumenta in sponda destra a monte dell'abitato di San Quirico a Vernio. L'intervento della polizia Provinciale ha permesso di liberare i gamberi, ancora vivi, che sono stati reimmessi nel corso d'acqua e sanzionare le due persone per una cifra complessiva di circa 600 euro.
Il gambero di fiume o gambero italico, da non confondersi con il gambero killer americano (specie alloctona nociva), vive di solito in torrenti e ruscelli ampiamente ricchi di ossigeno, prediligendo zone in cui vi siano posti dove nascondersi e riposare; ad esempio tralci di alberi caduti o semplicemente del fogliame. Preferisce acque fresche, con temperature massime prossime ai 23°C e, a differenza del gambero killer, ha un'esigenza molto marcata di vivere in acque pulite e ricche di ossigeno. Proprio per tale motivo il gambero di fiume è una razza considerata ad alto rischio di estinzione ed è infatti presente nella red list dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura.
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