Il presidio
Riciclaggio di denaro a Prato: chiuso un money transfer, denunciati due titolari
Operazione della guardia di finanza in via Pistoiese: in 17 mesi trasferiti illegalmente in Cina 10 milioni di euro da dodici confezionisti perquisiti e anche loro indagati
PRATO. Su ordine della Procura della Repubblica di Prato sono state eseguite in città e a Massa Carrara 14 perquisizioni locali e domiciliari nei confronti di dodici imprenditori cinesi del settore tessile-abbigliamento ritenuti responsabili di reati valutari e tributari. Le indagini del comando provinciale della Guardia di Finanza, costituiscono lo sviluppo di una grossa investigazione, condotta da tempo dal Nucleo di polizia tributaria, che ha avuto lo scopo di fare luce su flussi finanziari che dal distretto economico pratese si avviavano verso l'Oriente. A finire nel mirino, ancora una volta i “money transfer” .
Attraverso appostamenti, pedinamenti e indagini tecniche sul luogo, le Fiamme gialle hanno messo sotto sequestro un money transfer di via Pistoiese e denunciato due titolari uno dei quali,tra l'altro, risultava già indagato per reati analoghi. I finanziarie hanno notato movimenti sospetti di cinesi che, nei pressi dell'agenzia, consegnavano denaro a persone le quali, successivamente, si recavano all'interno del locale per fare versamenti.
I sospetti sono stati avvalorati dall’ispezione antiriciclaggio. Infatti, è stato scoperto come molti imprenditori, per aggirare le norme valutarie, abbiano consegnato denaro a complici che, a loro volta, si recavano presso il money transfer e, fornendo generalità false di mittenti, o talvolta intestando l'operazione a soggetti del tutto ignari, trasferivano denaro in Cina con importi unitari al di sotto della soglia dei mille euro imposta dalla legge, attuando così il cosiddetto metodo di " smurfing", cioè del frazionamento delle cifre.
Le Fiamme Gialle hanno accertato che, attraverso 2.500 operazioni contabili circa, in un arco temporale di 17 mesi , veniva realizzato un trasferimento illegale di valuta per quasi 10 milioni di euro perpetrato dai dodici imprenditori i quali sono stati denunciati per trasferimento fraudolento di valori e per inottemperanza agli obblighi antiriciclaggio, oltreché per vari reati tributari. le indagini proseguono per far chiarezza sulla provenienza del denaro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
