Il presidio
La sinistra all’attacco chiede le dimissioni del presidente
PRATO. Maurizio Bettazzi ha giocato d’anticipo e già martedì pomeriggio, prima che fosse uscita la notizia dell’inchiesta che lo riguarda, ha convocato per ieri una riunione urgente dei capigruppo in...
PRATO. Maurizio Bettazzi ha giocato d’anticipo e già martedì pomeriggio, prima che fosse uscita la notizia dell’inchiesta che lo riguarda, ha convocato per ieri una riunione urgente dei capigruppo in consiglio comunale. «In realtà non ci ha spiegato un granché - racconta Massimo Carlesi (Pd) - Non ha detto nemmeno se l’incarico di mediazione gliel’ha dato l’Asm, ma si è detto convinto di aver fatto le cose per bene. Di fatto ha messo in imbarazzo il consiglio e sarebbe opportuno che facesse un passo indietro». Concetto ribadito dalla segretaria del Pd Ilaria Bugetti, secondo la quale dovrebbe dimettersi tutta la giunta, e non solo per il caso Bettazzi.
Dimissioni senza se e senza ma le chiede anche Sel per bocca di Diego Blasi: «Non ne possiamo più della continua commistione tra potere politico e affari. Abbiamo urgente bisogno di costruire una nuova etica pubblica, di riportare la salute nelle istituzioni. I più alti vertici istituzionali del Comune sono indagati: il sindaco per bancarotta e il presidente del consiglio comunale per corruzione. Facciano un favore alla città e per una volta dimostrino di credere nella pratesità che tanto propagandano: rassegnino entrambi le dimissioni e si ritirino a vita privata. Solo così restituiranno dignità a Prato e ai pratesi».
E dimissioni chiede anche il movimento “La città per noi”, che pure ha sostenuto il centrodestra alle elezioni: «Il reato che viene contestato al presidente Bettazzi non è roba di poco conto, e soprattutto getta un’ombra inquietante sulla limpidezza del suo mandato da presidente del consiglio comunale». Mentre Aurelio Donzella (Idv) ricorda che «i controllori delle aziende partecipate, quali risultano essere tutti i consiglieri comunali, non possano instaurare rapporti professionali privati che riguardino interessi delle stesse società partecipate suddette».
La difesa di Bettazzi è affidata al senatore Pdl Riccardo Mazzoni e al coordinatore comunale Alessandro Giugni: «Conoscendo l'onestà e la dirittura morale del presidente Maurizio Bettazzi, siamo certi che l'inchiesta della magistratura che lo vede coinvolto dimostrerà la sua totale estraneità alle accuse che gli vengono mosse. Ipotizzare una tangente in una normale attività di intermediazione, che è il lavoro di Bettazzi, è un teorema destinato a cadere davanti alla realtà dei fatti».
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