Corruzione, indagato il presidente del consiglio comunale di Prato Maurizio Bettazzi. Sel chiede le dimissioni. Lui replica: "Non ci penso nemmeno"
Secondo gli inquirenti avrebbe ricevuto una tangente dalla Banca di credito cooperativo Area pratese interessata ad aggiudicarsi un prestito alla partecipata del Comune Asm. I coordinatori del Pdl rinnovano a Bettazzi la loro fiducia
Il presidente del consiglio comunale di Prato, Maurizio Bettazzi, è indagato per corruzione insieme a due dirigenti della Banca di Credito cooperativo di area pratese. La notizia è riportata sul Corriere Fiorentino. Bettazzi ha ricevuto martedì 9 una perquisizione negli uffici della sua società di intermediazione finanziaria da parte degli agenti del nucleo speciale di polizia valutaria di Roma.
Il sospetto degli inquirenti è che possa essere stato corrotto dalla banca per facilitare un prestito a Asm, la società partecipata del Comune che si occupa di raccolta e smaltimento dei rifiuti. I vertici di Asm risulterebbero al momento estranei alle indagini. Mentre la tangente a Bettazzi sarebbe servita alla banca per aggiudicarsi la titolarità del finanziamento ad Asm. La società ha un'esposizione verso le banche di 33,1 milioni.
"Dimettermi? Non ci penso proprio". La tegola giudiziaria sembra non aver scosso più di tanto Maurizio Bettazzi. "Dimettermi? Non ci penso nemmeno - dice al telefono il presidente del consiglio comunale - Ho sempre avuto piena fiducia nella magistratura e sono tranquillo. Il lavoro di consulenza e intermediazione per l'accesso al credito lo faccio da 13 anni e non ci trovo niente di strano". Secondo Bettazzi non è un problema nemmeno il fatto che abbia fatto intermediazione nei confronti di un soggetto (Asm) che è posseduto per la gran parte dal Comune. "Ho svolto la mia attività in forma privatistica - dice - Non mi sono mai qualificato come presidente del consiglio comunale. Ognuno poi sarà in grado di argomentare coi fatti gli eventuali sospetti. E comunque non credo che per una tangente si emetta una fattura".
LE REAZIONI
Sel: "Si dimetta insieme a Cenni". "Non ne possiamo più della continua commistione tra potere politico e affari - è il commento di Diego Blasi di Sinistra ecologia e libertà - Abbiamo urgente bisogno di costruire una nuova etica pubblica, di riportare la salute nelle istituzioni. I più alti vertici istituzionali del Comune sono indagati, il sindaco per bancarotta e il presidente del consiglio comunale per corruzione. Facciano un favore alla città e per una volta dimostrino di credere nella pratesità che tanto propagandano: rassegnino entrambi le dimissioni e si ritirino a vita privata. Solo così restituiranno dignità a Prato e ai pratesi".
Pdl: l'inchiesta dimostrerà che è innocente. "Conoscendo l'onestà e la dirittura morale del presidente Maurizio Bettazzi - scrivono in una nota Riccardo Mazzoni e Alessandro Giugni (coordinatori del Pdl pratese) - siamo certi che l'inchiesta della magistratura che lo vede coinvolto dimostrerà la sua totale estraneità alle accuse che gli vengono mosse. Ipotizzare una tangente in una normale attività di intermediazione, che è il lavoro di Bettazzi, è un teorema destinato a cadere davanti alla realtà dei fatti. Rinnoviamo al presidente del consiglio comunale tutta la nostra stima, personale e politica, e gli esprimiamo la totale solidarietà del partito".
La città per noi: Bettazzi deve dimettersi. Il movimento civico La città per noi che ha sostenuto in campagna elettorale l'attuale amministrazione di centrodestra, si dice in armonia con il principio di presunzione di innocenza fino all’ultimo grado di giudizio, "tuttavia il reato che viene contestato al presidente Bettazzi non è roba di poco conto, e soprattutto getta un’ombra inquietante sulla limpidezza del suo mandato da presidente del consiglio comunale - si legge in una loro nota - È per questo che il movimento civico La città per noi chiede le dimissioni di Maurizio Bettazzi da presidente del Consiglio comunale, per garantire serenità all’operato del consiglio comunale stesso e della Giunta Cenni, già provata dalle vicende giudiziarie dello stesso sindaco, per il quale lo stesso movimento aveva da tempo chiesto un’autosospensione".
"Lo stesso movimento civico - conclude la nota - si dice fiducioso nell’operato della magistratura che saprà chiarire l’intera vicenda.
Ilaria Bugetti (Pd): Tutta la Giunta dovrebbe dimettersi. "Ritengo di dover avere, come il nostro partito ha sempre fatto, un atteggiamento di rispetto per il delicato lavoro della magistratura, con l'auspicio che venga fatta luce quanto prima sulla vicenda anche nell'interesse delle istituzioni coinvolte e per il bene della città". Questo il commento del segretario Pd Ilaria Bugetti, sulla vicenda che ha coinvolto il presidente del consiglio comunale Maurizio Bettazzi.
"Molti si sono schierati per le dimissioni di Bettazzi, e anche noi crediamo che sarebbe opportuno che si dimettesse. Anche se non dovrebbe essere il solo a farlo. Tutta la giunta si dovrebbe dimettere per come ha governato fino ad oggi. Questa amministrazione non fa altro che organizzare sagre e manifestazioni folkloristiche che durano il tempo di un soffio - aggiunge Bugetti - e che servono solo a mascherare un evidente fallimento sotto il punto di vista della lotta al degrado, all'insicurezza, alle nuove povertà e per l'assenza di risposte alla crescente crisi della disoccupazione. Sindaco, Bettazzi & Co. hanno dimostrato la loro incapacità nella gestione del Bene comune".
Aurelio Donzella (IdV): Se non c'è corruzione, c'è conflitto d'interesse. "Mi risulta che i controllori delle aziende partecipate, quali risultano essere tutti i consiglieri comunali, non possano instaurare rapporti professionali privati che riguardino interessi delle stesse società partecipate suddette - scrive il capogruppo dell'Italia dei Valori - Se il nostro presidente del Consiglio, fosse stato solo un professionista, senza ricoprire la carica che ricopre, penso che non ci sarebbe stato niente da dire: ha riscosso l' onorario dovuto per una prestazione professionale".
"Purtroppo - aggiunge Donzella - le cose non stanno così, non doveva quindi scivolare su questa buccia di banana e quindi sarebbe doveroso da parte sua che a questo punto si dimettesse dalla presidenza del Consiglio".
TABELLA: I DEBITI DI ASM VERSO LE BANCHE
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