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A Bruxelles spesati dall’Unione europea? Il gran rifiuto dei “gialli”

A Bruxelles spesati dall’Unione europea? Il gran rifiuto dei “gialli”

Il Quartiere Santo Stefano della Palla Grossa rimanda al mittente l’invito dell’europarlamentare Morganti: «Prato è strozzata dalla crisi, non ce la sentiamo. Meglio portare una delegazione di chi non arriva alla fine del mese»

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PRATO. A Bruxelles senza pagare un euro? No, grazie. Il clamoroso rifiuto arriva dai calcianti del Quartiere Santo Stefano, i “gialli” della Palla Grossa, che in un duro comunicato rispediscono al mittente l’invito dell’europarlamentare leghista Claudio Morganti, che martedì 9 e mercoledì 10 luglio porterà una delegazione pratese al Parlamento europeo. I gialli hanno scoperto che l’iniziativa è a totale carico della Comunità europea (due giorni di viaggio, vitto e alloggio) e non se la sono sentita, «visto il momento di crisi che strozza la nostra città e il resto dell’Italia». Un gesto, quello dei gialli, che fa riflettere. Ecco il testo del loro comunicato firmato dal presidente Alessio Pisaneschi e dall’alfiere Tommaso Nuti.

«Abbiamo ricevuto la proposta di un noto europarlamentare eletto a Prato, non più appartenente al suo partito di elezione, di portare 10 calcianti del Quartiere Santo Stefano e degli altri Quartieri che compongono la Palla Grossa al Parlamento Europeo. La motivazioni di questa proposta sono note a tutti (Prato Città dello Sport 2014), se non che la Palla Grossa non è uno sport è una rievocazione medievale».

«Ora vogliamo spiegare il perché della nostra decisione. Questa "iniziativa" è a carico della Comunità Europea: viaggio, vitto ed alloggio tutto spesato per due giorni. Ecco, proprio per questo noi non ce la sentiamo visto il momento di crisi che strozza la nostra città ed il resto dell’Italia, dove piccoli imprenditori, operai, pensionati e gente comune non riescono ad arrivare a fine mese nel migliore dei casi, non ci sembra il caso di partecipare a questa iniziativa a spese della Comunità Europea. Forse sarebbe meglio portare all’attenzione del Parlamento Europeo una delegazione di persone appartenenti alle categorie (brutta parola ma rende l’idea) sopra citate e cercare di fare qualcosa per loro. E non ci interessa se sono capitoli di spesa diverse o altre questioni burocratiche, noi la pensiamo così, abbiamo anche un'immagine e delle idee da tutelare e non intendiamo svenderle per una "iniziativa"».

«Il Quartiere Santo Stefano con un unico “ruggito”, che ci ha sempre contraddistinto, nella nostra seppur breve vita, rifiuta cordialmente l’invito. Abbiamo faticato tanto per avere un briciolo di fiducia da Prato che, francamente, non ce la sentiamo di buttare alle ortiche ciò che abbiamo conquistato per una iniziativa che, a nostro parere, non serve a Prato ed ai pratesi che l'europarlamentare rappresenta, né alla Palla Grossa, né al nostro Quartiere. Rispettiamo, in ogni caso, l'idea degli altri Quartieri nel prendere parte a questa iniziativa che difficilmente potrebbe portare lustro alla nostra città».

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