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Pista, il Cnr farà l’indagine sanitaria
Verrà pagata da 7 Comuni e 2 Province. Summit a Prato, l’appello al consiglio regionale: «Attendete i risultati dello studio»
PRATO. Forse la protesta di piazza contro la pista convergente-parallela di Peretola non ci sarà. Di sicuro però quando la variante al Pit - lo strumento urbanistico della Regione che darà il via libera all’intervento - arriverà in consiglio regionale (a breve, a cavallo del 20 luglio) la mobilitazione sarà generale: istituzioni e cittadini assieme marceranno su Firenze per dire un no fermo alle decisioni unilaterali e chiedere buon senso e prudenza.
Il motivo c’è: il Cnr di Firenze ha accettato l’incarico dato dagli enti locali della Piana e che verrà pagato di tasca, di svolgere un’indagine sull’impatto sanitario che la più grande opera degli ultimi trent’anni in Toscana avrà su almeno ventitremila cittadini della piana.
Un vertice ieri in Provincia ne ha dato il via libera: sette sindacai (di Prato, di Sesto Fiorentino, di Calenzano, di Campi Bisenzio, di Poggio a Caiano, di Carmignano), due presidenti di Provincia (Prato e Firenze) non solo vogliono capire gli affetti sulla salute dell’opera ma voglio anche e una volta per tutte sapere quanto davvero costerà la nuova pista di Peretola. «Informazioni - dicono - che ancora ci mancano e senza le quali resta ben difficile decidere».
«Il Cnr - ha spiegato il presidente della Provincia di Prato, regista della riunione - si è già reso disponibile a formare un gruppo di lavoro al quale di tecnici specializzati al quale si affiancheranno due responsabili degli enti locali, che approfondirà il tema della valutazione di impatto sanitario ma con un'estensione all'impatto economico dell'intera opera, sia dal punto di vista degli aspetto positivi, quali le annunciate assunzione future ma anche quelli negativi, a partire dalla svalutazione di larghe porzioni dell'ambiente sulla quale l'opera graverà». In via di trasmissione al Cnr la copia e gli studi sulle valutazioni ambientale seguite in passato e tutto il materiale che si accumulato in questi anni sul progetto della pista (manca ancora quello definitivo che dovrà fare la società aeroporto una volta approvata la variante in Regione). Espliciti i sindaci Roberto cenni e Gianni Gianassi. Quest’ultimo, in particolare, ha lanciato un appello ai consiglieri regionali che tra pochi giorni avranno l’onore di concludere la prima fase di approvazione del Pit con l’adozione. «Mi appello al buon senso dei consiglieri regionali che si troveranno a breve a dover prendere una decisione sulla variante - ha detto Gianassi - Se, infatti, le risultanze dell'indagine del Cnr dovessero differire sostanzialmente con il materiale che ci è stato messo a disposizione fino a ora (Indagini Arpat sul rumore per esempio, indagini Irpet e Enac ndr) ne nascerebbe un imbarazzo politico forte e una conseguente assunzione di responsabilità che non potrà essere solo della giunta regionale». E' stato il sindaco Cenni invece a sottolineare il fatto che «l'indagine del Cnr servirà come ulteriore approfondimento con l'obiettivo della tutela dei cittadini. Si tratta - ha proseguito - di elementi fondamentali sui quali poi prendere una decisione. Mi stupisce molto che la Regione non abbia sentito la necessità di promuoverla autonomamente».
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