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Prato

il sindaco cenni

«Per i nuovi alloggi popolari usiamo lo stock di invenduto»

PRATO. Fame di case popolari. Per soddisfarla il Comune dovrebbe dare una risposta a quasi 1.600 cittadini in lista d’attesa da un anno e mezzo, stando all’ultima graduatoria di fine 2011....

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PRATO. Fame di case popolari. Per soddisfarla il Comune dovrebbe dare una risposta a quasi 1.600 cittadini in lista d’attesa da un anno e mezzo, stando all’ultima graduatoria di fine 2011. Impossibile: il gap di Prato, rispetto ad altre realtà toscane, è noto.

«Ci siamo ritrovati a dover pianificare gli alloggi di edilizia popolare in una situazione di emergenza dovuta alla crisi. A fine 2013 – lamenta il sindaco Roberto Cenni - arriveremo a quota 1.600 alloggi in Erp, quando le più piccole Siena ed Empoli, rispettivamente, ne contano 3.228 e 1.425». Serve dunque costruire altri alloggi popolari e stimolare i finanziamenti della Regione? Altro cemento e consumo di suolo? Non è questo che ha in mente il primo cittadino. «Nessuno ha la bacchetta magica ma qui a Prato abbiamo un ampio stock di invenduto sugli edifici già disponibili e capannoni abbandonati che Epp (la partecipata che si occupa di edilizia sociale, ndr) potrebbe acquistare. Da tempo facciamo pressing sulla Regione che dovrebbe modificare alcune norme».

Ieri pomeriggio intanto sono state consegnate delle chiavi a 22 famiglie assegnatarie di nuovi alloggi, di cui quattro in situazione di emergenza alloggiativa (vivevano in affittacamere): l’ultimo intervento firmato da Epp, in una palazzina a cinque piani a Galciana che strizza l’occhio al risparmio energetico grazie a un impianto fotovoltaico. «E’ ormai superata la concezione degli alloggi popolari come depositi per persone – sottolinea il presidente di Epp Federico Mazzoni - i nostri interventi tengono conto delle esigenze di edilizia sociale in chiave sostenibile». Con queste assegnazioni si ottiene l’effetto di far scorrere la graduatoria (dall’uscita dell’ultima le assegnazioni sono state 50). Non sono state rose e fiori nel tirare su i mattoni dei 22 appartamenti che vanno da un minimo di 43 a un massimo di 95 metri quadri.

La tempistica ci ha messo il suo zampino: il progetto, frutto di un concorso realizzato nel 1998, si è sbloccato solo nel 2010; per i lavori di costruzione ci sono voluti 674 giorni, per una spesa di 1.689.145 a carico di Epp con finanziamenti regionali (il valore di ogni appartamento ammonta a circa 76mila euro). Buone notizie per chi è ancora in graduatoria: altre 38 unità abitative saranno ultimate in viale Galilei entro il 2013.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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