Il Tirreno

Prato

Immigrazione, frasi al veleno fra l’assessore Silli e il consigliere Pd Mangani

di Carlandrea Poli
Immigrazione, frasi al veleno fra l’assessore Silli e il consigliere Pd Mangani

Dopo l’istanza di costituzione di parte civile da parte del Comune di Prato nel processo contro i datori di lavoro di un orientale rimasto ferito in fabbrica e abbandonato davanti al pronto soccorso

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PRATO. Venerdì il responso del giudice sulla costituzione del Comune quale parte civile nel processo contro i tre imprenditori cinesi accusati di sfruttamento verso un loro dipendente clandestino. Vittima di un grave infortunio sul lavoro.

La vicenda è stata ricostruita questa mattina in commissione politiche sociali dall'assessore all'integrazione Giorgio Silli, che contestualmente ha presentato il manifesto pronto per assere affisso in più parti della città per l'emersione dei lavoratori in nero: “Nel corso della prima udienza, lo scorso 26 giugno abbiamo compiuto questo passo anche per evitare che l'avvocato dei tre imputati potesse chiedere il rito abbreviato. Penso che il Comune abbia diritto di essere ammesso come parte civile. L'ha sostenuto anche il pubblico ministero. D'altronde, è giusto accompagnare questa persona fino alla fine del procedimento. E visto che Prato è diventata capitale del lavoro nero in Italia un risarcimento simbolico potrebbe fare da detonatore nei confronti della comunità cinese”.

Ad assistere il lavoratore cinese venticinquenne per conto dell'ente, l'avvocato Benedetta Ciampi: “L'istanza per parte civile è stata presentata per tutti i capi d'imputazione, ma contiamo di poter dimostrare i presupposti per il mancato rispetto della normativa sulla sicurezza e sullo sfruttamento della manodopera clandestina. Quest'ultimo aspetto ci consentirebbe di accedere ad un indennizzo per danno d'immagine”.

Una sentenza esemplare, secondo l'assessore, spingerebbe molti cinesi a denunciare la condizione di sfruttamento. Sapendo di avere la legge dalla propria parte. “Entro agosto distribuiremo 1.000 tra manifesti e volantini nelle aree a più alta densità di immigrazione per spiegare che potranno ottenere un permesso di soggiorno valido, denunciando chi li sfrutta. Abbiamo l'ok della questura. Gli uffici sono pronti a gestire anche centinaia di queste procedure al giorno”.

Silli sull'immigrazione sintetizza la sua linea: manganello contro l'illegalità, lungimiranza verso le vittime. E dal Pd ottiene nelle commissioni politiche sociali e sicurezza il consenso per la scelta di opporre il Comune come parte civile. Anche se prosegue lo strascico polemico con Simone Mangani, autore di una question time nell'ultima riunione del consiglio. “Abbiamo un assessore paragnosta – accusa il democrat – senza essere stato in consiglio durante la risposta del vicesindaco mi accusa di avere le stesse posizioni degli schiavisti. Mai detto né scritto, è un modo di fare insopportabile”. L'assessore, tuttavia, insiste: “Voleva stuzzicare la giunta, ma ha avuto la sfortuna di scrivere la stessa cosa dell'avvocato dei tre imprenditori”.

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