Donne maltrattate, un caso al giorno
La denuncia del centro La Nara. Da giovedì parte la campagna della Cgil “Ricomincia da te” per una raccolta di fondi
PRATO. Donne che scappano, perché sono stanche di prenderle di santa ragione. O perché non ne possono più di vessazioni, e umiliazioni.
L’abisso della violenza: «Da noi arrivano donne, spesso con i figli piccoli, che fuggono da casa di notte o dall’ospedale dove sono ricoverate e non hanno più nulla: si presentano in pigiama». E’ la violenza sulle donne declinate da Loredana Dragoni, la coordinatrice del centro La Nara, attivo a Prato da 17 anni e in rete con almeno altre 70 strutture che svolgono la stessa attività in tutta Italia. Una realtà dai numeri impressionanti: «Le richiesta di aiuto sono in vertiginoso aumento - spiega Dragoni - probabilmente perché c’è maggiore consapevolezza in chi le subisce. Di certo però - continua - il sentimento di possesso che ancora l’uomo sente verso la donna gioca un ruolo fondamentale».
I numeri. Al centro la Nara nel 2012 sono arrivate 233 richiesta di aiuto. Altri 240 sono accessi al pronto soccorso dell’ospedale Misericordia e Dolce per quanto concerne il servizio “Soccorso Rosa”, specifico per i casi di violenza sulle donne. «Abbiamo fatto una comparazione - continua Dragoni - tra i casi di La Nara e quelli dell’ospedale: solo 33 sono risultati in comune». E questo sta a significare che i casi di violenza o di maltrattamento a Prato sono stati nel 2012 440 in tutto, più di uno al giorno. «I numeri del 2013 - prosegue Dragoni - sono ancora peggio: in cinque mesi abbiamo già ricevuto 114 richieste di aiuto, tre solo ieri».
Gli aiuti. Un abisso. Riconosciuto a fatica. Perché non esiste un progetto di tutela delle donne maltrattate a livello nazionale e non esiste a livello regionale. Le istituzioni intervengono a sostegno ma solo se lo giudicano necessario: un atto volontario. Comune e Provincia di Prato fanno la loro parte: con 129mila euro l’anno il primo, con 20mila la seconda. «Ma non bastano - afferma Dragoni - alcune donne, in special modo quelle che noi ricoveriamo nella nostra casa protetta, la casa -rifugio con indirizzo segreto (otto camere sempre tutte occupate, ndr) spesso hanno necessità di tutto: dai vestiti, al cibo per loro e per i bambini».
Ricomincia da te. Per questo la Cgil si è mossa: «Dal 30 maggio - spiegano Nora Toccafondi responsabile del coordinamento donne Cgil e Manuela Parigi, segretaria Spi Cgil - partirà la campagna “Ricomincia da te”, un’iniziativa voluta dalle donne pensionate che ha l’obiettivo di sostenere economicamente le donne maltrattate più bisognose». Le donazioni si potranno fare alla Cgil o in banca (tutte le informazioni nel box accanto).
Donne maltrattate, chi sono. Numeri impressionanti, si diceva, quella raccolti da La Nara nel triennio 2010-2012 e che verranno presentati domani nel Salone Ovale della Provincia alle 17.
Nel triennio è aumentato il numero delle richiesta di aiuto delle donne italiane: da 109 a 178. Sono diminuite invece le richiesta delle donne straniere: da 72 a 55. «Anche per una questione - spiega Dragoni - di cultura».
A subire violenza sono soprattutto le donne tra i 30 e i 39 anni (da 56 casi nel 2010 ai 73 del 2012) ma si sono verificati episodi in ragazze con meno di 18 anni (3 nel 2012) e su donne di più di 70 anni (uno nel 2012). Composita la condizione delle donne che subiscono violenza: i casi più frequenti sono tra le occupate (59 nel 2010, 120 nel 2012); seguono le disoccupate: 80 nel 2010, 66 nel 2012 ma anche casalinghe: 11 nel 2010, 5 nel 2012; studentesse: 8 nel 2010, 7 nel 2012 e pensionate: 10 nel 2010, 13 nel 2012. Più frequente il tipo di maltrattamento fisico-psicologico: 126 casi nel 2010, 163 nel 2012. Segue il maltrattamento di tipo psicologico: 69 nel 2010, 43 nel 2012, quello economico: 32 nel 2010, 52 nel 2012. Aumentano anche i casi di stalking: 14 nel 2010, 23 nel 2012.
I maltrattanti. Gli uomini maltrattanti sono in maggioranza di nazionalità italiana e in aumento: 135 nel 2010, 168 nel 2012; in crescita anche quelli stranieri con permesso di soggiorno: 39 nel 2010, 46 nel 2012. A maltrattare la donna è in prevalenza il coniuge: 77 casi nel 2010, 109 nel 2012, segue il convivente: 30 casi nel 2010, 30 nel 2010; costanti i maltrattamenti da parte dei padri: 9 nel 2010, 8 nel 2012. Sul fronte della condizione professionale del maltrattante i casi più frequenti sono tra gli occupati: 140 nel 2010, 138 nel 2012; alto il dato tra i "non rilevati”: 36 nel 2010, 61 nel 2012. E' un insospettabile il maltrattamenti nel maggior numero dei casi: 189 nel 2010, 95 nel 2012. In aumento gli alcolisti: 16 nel 2010, 33 nel 2012 e i tossicodipendenti: 4 nel 2010, 17 nel 2012.
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