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Prato

Coldiretti: “No alla caccia in tana, ma le volpi vanno eliminate”

Coldiretti: “No alla caccia in tana, ma le volpi vanno eliminate”

Il presidente Nocentini invita l’assessore provinciale Napolitano a riunire la Consulta della caccia per affrontare il problema degli ungulati

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Evitare quanto più possibile metodi cruenti come l’abbattimento in tana, sì alla caccia di selezione per riequilibrare la presenza delle varie specie sul territorio. Coldiretti entra nella mischia del dibattito sulla caccia alla volpe che ha scatenato reazioni anche illustri e ha provocato il dietrofront immediato della Provincia di Prato - chiedendo “misure efficaci e mirate” per salvaguardare l’agricoltura e le sue produzioni dagli ungulati che in provincia di Prato, così come nel resto della Toscana, “sono - secondo Coldiretti - numericamente fuori controllo”. “Il controllo numerico degli animali – fa sapere Roberto Nocentini, presidente provinciale Coldiretti - fa parte della normale gestione faunistica dei territori e un mancato controllo può costituire un problema per l'ecosistema, per l'incremento degli incidenti stradali e soprattutto per quell'equilibrio fra agricoltura e territorio che, se non raggiunto, rischia di comportare seri problemi”.

In buona sostanza Coldiretti difende lo strumento della caccia di selezione supportata dai criteri e dai pareri dell’Ispra, il massimo organismo in materia, così come a tutta una serie di misure, più volte sostenute pubblicamente, che spaziano dal prolungamento del periodo di caccia oltre i normali calendari in presenza del superamento delle soglie di densità sostenibile al controllo nelle aree non vocate in modo da perseguire l’obiettivo del giusto equilibrio per la tenuta dell’ecosistema. Nella fattispecie del caso “pratese” l’abbattimento in tana “rappresenta – per Coldiretti - un metodo cruento per la selezione della specie, possibilmente da evitare, ma non da indurre a sospensioni o mancati controlli, peraltro già autorizzati”.

Nocentini, a nome dell’organizzazione agricola, invita l’assessore alla Caccia della Provincia di Prato, Antonio Napolitano, a “riunire tempestivamente la Consulta della caccia per offrire la possibilità di spiegare le nostre ragioni e mettere dei punti fermi senza condizionamenti”.

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